Reame di rame è un gioco di parole, un’omofonia basata sulla similitudine di due termini così come, due, metalli, oro e rame, si somigliano per brillantezza e colore, ma non per valore. La mostra di Tommaso Cascella a Viterbo ci imbriglia in questo bisticcio, oscillante tra illusoria nobiltà nell’apparenza e sostanziale povertà della materia. Un equivoco che l’artista trasferisce dal vicino atelier di Bomarzo alla sala quattrocentesca di Palazzo Chigi, sede della Galleria Miralli. Congiunzione con un surreale momento archetipico della scultura, un primitivismo dal caldo sapore mediterraneo, che getta le radici in una mitologia picassiana , utilizzando la leva segnico – analogica di Mirò, anche se, con una ragione tutta personale annuisce all’esperienza in un presente sibillino e satirìaco. Come se Cascella alludesse ad un demone comune denominatore dei popoli latini, capace di tracciare queste linee così simili a graffiti rupestri. Come in criptici idoli apotropaici, la forza teurgia dei simboli ha ancora il sapore del genius loci. Infatti, c’inquietano
articoli correlati
Cascella/Basilè: padre e figlio d’arte in mostra a Ciampino
Tommaso, il Cascella astratto che riabilita la tecnica pittorica
marcello carriero
mostra vista l’1.IX.2002
Fino al 27 marzo Alveare Culturale, spazio milanese in continua trasformazione, ospita la mostra “Donne che escono dai muri”, personale…
È in corso alla Galleria Lia Rumma di Milano Sharpen Your Philosophy: con un corpus di opere recenti tra sculture,…
Alla Galleria Gaburro di Milano, fino al 30 maggio 2026, va in mostra la prima personale italiana di Iain Andrews,…
È morto a Firenze a 91 anni Carlo Frittelli, gallerista e collezionista, fondatore con il figlio Simone di Frittelli Arte…
Un corteo tra storia e cultura pop: Shame Parade di Bugarin + Castle ripensa i rituali di vergogna collettiva nella…
La mostra "SUMIE x KAWA" alla galleria Numero 51, a Milano, diventa un pretesto per ripercorrere il lungo legame tra…