Categorie: roma

fino al 22 VI 2003 | Collettività cinesi | Roma, L’Officina Arte al Borghetto

di - 19 Giugno 2003

Sempre crescente è l’interesse verso le nuove proposte artistiche provenienti dall’Celeste Impero. Dopo Chinart, esposizione terminata recentemente al MACRO al Mattatoio, anche il Festival Internazionale di Fotografia di Roma propone una mostra dedicata alla Cina.
Xing Danwen espone tre esempi tratti dalla serie Scroll A. Il nome deriva dalla tecnica utilizzata dall’artista, che stampa direttamente tutto il negativo creando un effetto di sfumato e fusione fra i vari scatti. Il risultato dà un’idea di continuità, di temporalità e quindi di memoria che scorre. Danwen, attraverso una tecnica manuale che pare estremamente innovativa, ma prende il suo nome dalla tradizione della pittura cinese, ritrae i momenti trascorsi dagli abitanti di Pechino sulle rive del lago Ho Hai. In una società sempre più velocemente avviata ad un processo di modernizzazione, le fotografie di Danwen restituiscono la semplicità dell’ozio, del passatempo gioioso, della vita all’aperto, secondo un rituale che si tramanda di generazione in generazione, anche se la presenza dei giovani sulle rive del lago è sempre più ridotta.
Anche Han Lei offre un’immagine di legame col passato: i suoi reportage presso le comunità del nord della Cina -che cercano di vivere con le opportunità offerte dalla vicinanza alle reti ferroviarie- rimandano ad un mondo ormai passato, che rimane però inattaccabile, lontano dallo sfrenato progresso delle metropoli. La particolare atmosfera creata dal bianco e nero e dalla luce fredda della stagione invernale e nevosa rende le immagini sospese, fuori dal tempo.
Più sulla scia del reportage di tradizione occidentale appare l’opera di Tie Ying. Volti, attimi, momenti particolari, composizioni di figure colti sulla piazza simbolo di Tienanmen, al tramonto, nel momento dell’ammaina bandiera. Un raduno di forte significato morale e storico, ma anche un momento di festa e di incontro. Tie Ying ama cogliere i gesti più singolari, l’intensità delle espressioni, ma anche i soldati in fila serrata, sfruttando al meglio le sfumature date dalla luce all’imbrunire.
Gli scatti di Zhang Dali documentano invece la realizzazione di uno dei suoi calchi di volti di cinesi, di cui sono esposti alcuni esempi, ma sono soggetti privilegiati dell’artista anche i bambini, gli abitanti dei borghi alla periferia della città. Ritorna nell’opera di questo artista l’idea del volto senza identità, della serialità, dell’idea di massa indistinguibile, di comunità di uguali riuniti in un unico grande io, della ripetizione della medesima immagine – del resto lo stesso Zhang Dali ha fotografato teste di bambole accumulate – motivo ricorrente in molta arte contemporanea, che rappresenta uno degli elementi dello spirito cinese.
Infine la grandiosa Hug! Hug! dei trasgressivi Gao Brothers, una delle realtà più interessanti e provocatorie nell’ambito della Body Art . Quarantotto fotografie che raffigurano frammenti della stessa performance, ripetuta più volte dai due fratelli, sono state ricomposte in maniera sfalsata. I volontari, anche privi di indumenti, devono scegliere di abbracciare un compagno. La scelta ricade sempre sullo stesso sesso, simbolo evidente, non di omosessualità, ma di riluttanza culturale al contatto in pubblico. I Gao Brothers sembrano avere lo scopo di provocare una società ancora piena di tabù, in nome di una liberazione del corpo, della consapevolezza sessuale e di una utopica idea di unione.

articoli correlati
Chinart
niente padiglione Cinese alla biennale di quest’anno
Festival di Fotografia: ecco le mostre

maria grazia manenti
mostra visitata il 27 maggio 2003


Collettività cinesi
L’Officina Arte al Borghetto, piazza della Marina, 27 (lungotevere flaminio), 06222271, www.fotografia.festivalroma.org , mar_sab 10.30-19, catalogo del Festival di Fotografia edito da Federico Motta


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Sonsbeek 2026, le novità dalla storica manifestazione d’arte pubblica

Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…

10 Febbraio 2026 11:30
  • Mostre

Materia, colore e fotografia in dialogo allo Spazio Merlo di Roma

Allo Spazio Merlo di Roma, una mostra fa dialogare le sculture e le pitture di Antonia Leonardi con le fotografie…

10 Febbraio 2026 10:30
  • Bandi e concorsi

Una residenza digitale sull’isola di San Giorgio Maggiore: aperte le candidature

Aperte le candidature per la terza edizione di DAIR - Digital Artist in Residence, il programma di residenza promosso dal…

10 Febbraio 2026 9:30