Prima di tutto l’allestimento. Le grandi fotografie di Elaine Constantine sono esposte in una delle sale della Centrale Montemartini tra i meccanismi di antiche caldaie. Il luogo è una delle sedi dei Musei Capitolini in cui, in occasione del Festival di Fotografia , l’antico – l’archeologia industriale – si incontrano scontrano con l’arte contemporanea.
Le fotografie della Costantine vanno cercate e sembrano come nascoste in un angolo del museo, ma l’esposizione ripaga della ricerca. Il nero delle caldaie accentua il buio di fondo delle immagini, da cui emergono come apparizioni, fantasmi o statue nell’istante del movimento bloccato, le coppie di danzatori coi loro abiti sgargianti e i loro gesti di maniera. Nella storia della fotografia degli ultimi cinquant’anni il tema della danza, della sala da ballo con le sue mode e i suoi codici comportamentali, ha spesso
La Constantine si è fatta notare per le sue fotografie pubblicate su fashion magazine come The Face e Vogue. Attraverso luci e colori intensi ha dato vita ad un immaginario super – reale di giovani figure immortalate nel momento dell’abbandono ai piaceri e alle distrazioni.
Nel 2002 mette da parte le immagini dedicate alla cultura giovanile e ispirate alla scena dei club londinesi per dedicarsi totalmente al progetto Tea Dance, dove anziani danzatori sono immobilizzati nelle loro pose manierate nelle sale da ballo di Manchester o nei salotti delle loro abitazioni. I protagonisti non sono più modelle e modelli, bensì i genitori della stessa Costantine e i loro amici appassionati del ballo. Il risultato colpisce
La Constantine fa parte di quella schiera di fotografi di moda che hanno rinnovato l’approccio alla fotografia glamour. Le immagini che trovano spazio in riviste fashion raccontano delle storie e diventano ritratto di una tendenza giovanile – ma in una dimensione forse un po’ falsata e ottimistica – senza essere semplice documento della realtà sociale. Da questo tipo di approccio nasce anche la serie Tea Dance: cambiano i protagonisti, gli ambienti, il tema, ma quello creato dalla Constantine rimane un mondo di figure bloccate, fantasmatiche, al di sopra del reale. Figure che raccontano una storia, un frammento del mondo dell’artista, accanto a quello della cultura giovanile dei clubs.
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