Categorie: roma

fino al 24.II.2005 | Avish Khebrehzadeh | Roma, Galleria S.A.L.E.S.

di - 14 Febbraio 2005

Con una formazione cosmopolita – l’infanzia in Iran, quattro anni di pittura all’Accademia di Roma, un anno di fotografia al Corcoran College of art di Washington e un anno di filosofia, sempre a Washington– Avish Khebrehzadeh (Teheran, 1969) quasi dieci anni dopo la sua prima mostra romana, con le sue opere ha fatto il giro del mondo: dalla Biennale di Instanbul a quella di Venezia, divenendo un’artista affermata a livello internazionale.
Già dalla fine degli anni ’90 nei suoi lavori -principalmente disegni su carta o videoanimati dominati dalla semplicità di immagini minimali– trova espressione una creatività leggera e naturale, riflessiva ma non elaborata, in cui le esperienze e la sensibilità personale si stemperano in una visione essenziale ed intimamente autentica della realtà. Khebrehzadeh lavora per lo più con l’impalpabilità della carta di riso, con l’olio d’oliva (che sparge sui fogli usato come colore per dare sensibilità al fondo) e con le resine creando immagini delicate, quasi a volte dei non finiti, figure umane appena accennate, animali, pochissimi oggetti, su ampie superfici tra il bianco e l’ocra.
In questa personale, oltre ai disegni, tre video proiezioni in cui il tratto lineare e sottile prende vita in brevi narrazioni poetiche: poesia che sempre per l’artista iraniana trae origine dalla riflessione e dalla memoria intima. Se infatti Backyard ci riporta alla sensazione di riposo e quieta protezione dei pomeriggi d’infanzia, Sweet child in time -video che dà il titolo all’esposizione- mostra una piccola figura intenta a suonare una ninna nanna accompagnata dal canto di una voce bianca e rievoca memorie sospese, in una dimensione inconscia fuori dallo spazio e dal tempo.
Ancora, A Swimm è realizzata proiettando su tre veli di stoffa trasparenti e impalpabili la figura di un uomo che attraversa l’oceano: il risultato è un’immagine unica ma mutevole, a più dimensioni, soggetta ai movimenti della luce e della stoffa, metafora simbolica del cambiamento e del passaggio. Avish Khebrehzadeh parla in un tono conosciuto, intimo, sommesso, attraverso l’uso di un linguaggio comune e non globale. Un idioma fatto di una primordiale purezza espressiva e disarmante semplicità, che non conosce confini culturali ma unisce discordanze e lontananze geografiche in un’ineffabile poesia visiva.
C’è infatti in questi lavori un ritorno ad un fare manuale quasi elementare che riecheggia la purezza infantile e una leggerezza che porta con sé la poesia delle immagini oniriche. Dalla scelta dei materiali al procedimento creativo, tutto rimanda ad una naturalezza e ad una raffinatezza raggiunta si direbbe “in assenza”: complice un’epurazione lontana dalla ridondanza materiale, dalla sofisticazione tecnologica e dalla rielaborazione sintetica dilagante nel contemporaneo ambiente visivo. L’arte diviene allora una sintesi tra spontaneità creativa e riflessione che fa quasi pensare alla meditata leggerezza orientale degli ideogrammi, questa volta infusa in un linguaggio figurativo. Con una sensibilità per lo spazio e il colore che è di chiara matrice mediterranea. Una semplicità che scava nell’intimo per giungere ad un’inconsistenza che non è vacuità, ma espressione di intensa leggerezza.

emilia jacobacci
mostra visitata il 4 febbraio 2005


Avish Khebrehzadeh – Sweet Child in Time
Galleria s.a.l.e.s.
via dei querceti 4/5 (Celio) 00184 Roma
mar_sab 15.30-19.30
tel 0677591122 fax 0677254794
info@galleriasales.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Beni culturali

Cinquant’anni dopo Franco, la Spagna restituisce le opere confiscate dalla dittatura

Dal Museo del Prado alle piccole parrocchie castigliane, si avvia il processo di restituzione delle opere d'arte sequestrate durante la…

29 Maggio 2026 15:30
  • Mercato

Sotheby’s Milano chiude a € 11 milioni: vincono le opere fresh-to-market

La vendita di arte moderna e contemporanea conferma la solidità del mercato italiano con Fontana, Morandi e Schifano tra le…

29 Maggio 2026 13:06
  • Progetti e iniziative

Furgonetta, un dispositivo mobile d’arte contemporanea attraversa la Penisola Sorrentina

Il collettivo Portulaca inaugura il progetto espositivo mobile "La Furgonetta" con un'opera di Marco Sgarbossa: un'installazione di bolle di sapone…

29 Maggio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Nazioni senza Stato alla Biennale: un progetto del 2003 di Hilal e Petti torna attuale

Presentato alla Biennale di Venezia nel 2003 da Sandi Hilal e Alessandro Petti, il progetto "Stateless Nation" ci fa ancora…

29 Maggio 2026 11:30
  • Mostre

La pittura di Paolo La Motta racconta l’universale delle cose comuni: la mostra a Roma

Trenta dipinti di Paolo La Motta in mostra alla galleria Paolo Antonacci di Roma: ritratti, interni e paesaggi in cui…

29 Maggio 2026 10:30
  • Mostre

Una mostra a Napoli indaga la vitalità delle forme di resistenza

Alla Fondazione Made in Cloister di Napoli, il progetto curatoriale di nonlineare riunisce artisti internazionali, tra memoria trans, ritualità, fragilità…

29 Maggio 2026 9:30