Carla Accardi (Trapani 1924–2014 Roma), Fonda notte (lato a.) - Pieno giorno (lato b.), 1986, firmato sul lato a., paravento in legno a tre elementi, vinile su legno, 170 × 180 cm, prezzo realizzato € 520.000, record mondiale
L’ultima stagione di aste newyorkesi passerà agli annali per le sue aggiudicazioni da capogiro. A citarne due: il clamoroso Rothko dalla collezione di Agnes Gund, venduto per quasi cento milioni di dollari la sera del 18 maggio; e il Jackson Pollock di S. I. Newhouse Jr., andato per $ 181,2 milioni. Battuti insieme in un’unica serata da 1,12 miliardi di dollari, da Christie’s NY. Ma nel frastuono dei grandi numeri, quattro primati sono passati in sordina: Yaeger, Accardi, Neel e Noland.
Unica, eccezionale, quota europea, il paravento in legno di Carla Accardi Fonda notte (side a.) – Pieno giorno (side b.), del 1986, è stato aggiudicato da Dorotheum per € 520.000: durante l’ultima Asta di Arte Contemporanea a Vienna, un acquirente al telefono si è aggiudicato l’opera registrando così il nuovo record d’asta per l’artista siciliana. Il precedente primato apparteneva a una vendita di Sotheby’s, ma il risultato viennese lo ha superato di circa 120.000 euro. Ciò che è sbalorditivo, di nuovo, è il divario con la stima iniziale: fissata tra i € 40.000 – 60.000, il risultato ha polverizzato il valore massimo previsto riconoscendo, anche sul mercato, Accardi tra le figure centrali dell’astrazione europea. Lotto 244 della sessione contemporanea del 20 maggio 2026, l’opera in questione è un paravento composto da tre pannelli dipinti nel 1986 su entrambi i lati, tecnica cara alla pittrice sin dagli anni Sessanta, quando iniziava a sperimentare la spazialità e a lavorare sul sicofoil e poi sul vinilico; le sue composizioni sono conservate in prestigiose collezioni mondiali e sono esposte in istituzioni come il MoMA a New York e Fondazione Prada a Milano.
Nella Modern & Contemporary Evening Sale di Phillips del 19 maggio, There is a light and it always goes out, un acquarello su lino gessato del 2021 – il cui titolo prende in giro quel brano ossessivo e lunatico di Morrisey – firmato da Joseph Yaeger, è stato aggiudicato per $ 477.300 contro una stima iniziale compresa tra i $ 60.000 e 80.000 dollari. Quasi sei volte il massimo previsto, questo risultato ha superato i $ 320.000 di The Euphemism, aggiudicato da Sotheby’s New York appena 5 giorni prima, diventando così l’opera più costosa dell’artista sul mercato secondario. Nella stessa serata Phillips ha registrato il cento per cento di lotti venduti, in una white glove sale che ha più che raddoppiando il totale dell’equivalente asta dell’anno precedente stabilendo contestualmente nuovi record per Peder Severin Krøyer, Pat Passlof e, per l’appunto, Joseph Yaeger.
Lo stesso interesse per il female gaze si manifesta oltreoceano, con forza ancora maggiore, nel caso di Mother and Child (Nancy and Olivia) di Alice Neel: attesa al martello tra $ 1.2 – 1,8 milioni, questa tela del 1967 ha stabilito un nuovo record d’asta per l’artista realizzando $ 5,7 milioni da Christie’s New York il 18 maggio – quasi $ 2,66 milioni in più rispetto al primato precedente, e un salto di categoria netto. Il dipinto ritrae la nuora dell’artista con la prima nipote ed è il primo doppio ritratto che la pittrice dedicò alla coppia. Neel è stata per decenni la grande esclusa del canone americano del Novecento: ritrattista di straordinaria potenza psicologica, ignorata mentre i suoi contemporanei venivano consacrati. Il mercato, con qualche anno di ritardo, sta correggendo il tiro. Il precedente record era detenuto da Dr. Finger’s Waiting Room, del 1966, venduto per $3,03 milioni da Christie’s NY il 13 maggio 2021.
Circle del 1958 ha stabilito un nuovo record d’asta per Kenneth Noland, realizzando $5,5 milioni alla The Now & Contemporary Evening Auction di Sotheby’s New York il 14 maggio: quasi $1,2 milioni in più rispetto al primato precedente del 2021 e un incremento del 29%. L’opera – un acrilico su tela di 238 × 238 centimetri, bande concentriche che si inseguono in vermiglio, scarlatto, zaffiro, celeste e giallo oro – era già passata in asta da Christie’s nel 2013, per $ 2,1 milioni. La sua provenienza racconta una storia affascinante: dall’Europa al Canada, passa poi nella raccolta di Andy Williams in California, ed infine presso la collezionista Jennifer Gilbert, che lo ha messo in vendita da Sotheby’s NY a beneficio di Lumana Detroit. Noland è il pilastro meno celebrato del Color Field americano, adombrato nel grande racconto del dopoguerra dai nomi di Rothko e Frankenthaler, che hanno monopolizzato critica e mercato; i suoi target, però, restano tra le invenzioni formali più rigorose e potenti di quegli anni e il mercato, finalmente, se ne sta accorgendo.
I Mondiali 2026 celebrano il loro impatto culturale attraverso le foto di Annie Leibovitz: la sua nuova mostra itinerante, FÚTBOL…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Il Parcheggio Lancia di Torino e la Fondazione Merz ospitano un progetto site specific di Maria Talotta, un percorso tra…
Fino al prossimo 5 settembre, gli spazi di Marignana Arte e Marignana Project a Venezia ospitano due mostre personali, tra…
Da Burri a Maria Lai, da Piero Manzoni a Nicola Samorì: al MAXXI di Roma il messaggio francescano diventa una…
La nuova mostra di Alfredo Maiorino allo Studio Trisorio di Napoli ripercorre l’evoluzione della sua ricerca, dalle superfici monocrome alle…