Categorie: Fotografia

Other Identity #208, altre forme di identità culturali e pubbliche: Roberto Graziano Moro

di - 21 Giugno 2026

Tratta dall’omonima rassegna ideata dall’artista e curatore indipendente Francesco Arena, la rubrica OTHER IDENTITY – Altre forme di identità culturali e pubbliche vuole essere una cartina al tornasole capace di misurare lo stato di una nuova e più attuale grammatica visiva, presentando il lavoro di autori e artisti che operano con i linguaggi della fotografia, del video e della performance, per indagare i temi dell’identità e dell’autorappresentazione. Questa settimana intervistiamo Roberto Graziano Moro.

RITRATTO by Arianna Sagnotta

OTHER IDENTITY:  Roberto Graziano Moro

Il nostro privato è pubblico e la rappresentazione di noi stessi si modifica e si spettacolarizza continuamente in ogni nostro agire. Qual è la tua rappresentazione di arte?

«Raccontare storie mi permette di entrare in contatto diretto con il contesto e le persone che ne fanno parte, arricchendo così le mie conoscenze e contribuendo in modo significativo alla mia crescita personale. Questo approccio, oltre ad essere completamente istintivo, offre soprattutto un grande valore a livello umano, che mi dà modo di esprimermi al meglio con la fotografia. L’arte è l’unico mezzo che mi consente di evadere dall’ordinario, permettendomi di sentirmi libero».

Post Malone 2022 © Roberto Graziano Moro

Creiamo delle vere e proprie identità di genere che ognuno di noi sceglie in corrispondenza delle caratteristiche che vuole evidenziare, così forniamo tracce. Qual è la tua “identità” nell’arte contemporanea?

«Credo che l’identità sia qualcosa che si costruisce nel tempo, fino a consolidarsi e diventare unica. Il linguaggio con cui cerco di esprimermi possiede già di per sé un’identità forte ed è capace di rappresentare ciò che intendo comunicare in quel momento. La mia è una fotografia istintiva, di “pancia”, che mi consente di esprimere l’immagine nel modo più naturale e diretto possibile. Oggi il mio stile è caratterizzato principalmente dall’uso del bianco e nero e da un’estetica che parla del reale, ma non per questo mi precludo di mettermi in gioco su altro».

Quanto conta per te l’importanza dell’apparenza sociale e pubblica?

«Pur svolgendo un lavoro pubblico, rimango una persona riservata, e ciò che condivido è principalmente funzionale al mio lavoro, non alla mia persona. Ritengo sia più importante saper stare con le persone e svolgere bene il proprio compito, piuttosto che voler apparire per quello che magari non si è. Per questo, l’apparenza per me ha il tempo che trova».

Tia Little Lane 2024 © Roberto Graziano Moro

Il richiamo, il plagio, la riedizione, il ready made dell’iconografia di un’identità legata al passato, al presente e al contemporaneo sono messi costantemente in discussione in una ricerca affannosa di una nuova identificazione del sé, di un nuovo valore di rappresentazione. Qual è il tuo valore di rappresentazione oggi?

«È un valore che si crea con il tempo, che ad oggi meriterebbe maggiore attenzione, questo per qualsiasi professionista del settore. Viviamo in uno dei paesi con più arte al mondo, ma purtroppo spesso e volentieri siamo anche quello che la riconosce meno. Tuttavia, in Italia dobbiamo confrontarci con una realtà spesso poco meritocratica, e per questo motivo non riusciamo a dare il giusto valore a chi lo merita, così perdiamo talenti preziosi, costringendoli a cercare opportunità altrove dove possono essere maggiormente riconosciuti e avere un impatto significativo».

Salmo _Playlist_ 2024 © Roberto Graziano Moro

ll nostro “agire” pubblico, anche con un’opera d’arte, travolge il nostro quotidiano, la nostra vita intima, i nostri sentimenti o, meglio, la riproduzione di tutto ciò che siamo e proviamo ad apparire nei confronti del mondo. Tu ti definisci un’artista agli occhi del mondo?

«Sì, comunico la mia arte tramite la fotografia e tutto ciò che ne consegue. Questo è il linguaggio attraverso cui riesco ad esprimere la mia visione».

Quale “identità culturale e pubblica” avresti voluto essere oltre a quella che ti appartiene?

«Qualcuno che con il proprio lavoro e impegno sociale fosse in grado di migliorare il luogo in cui viviamo».

Onyx 2023 © Roberto Graziano Moro

Biografia

Roberto Graziano Moro è nato a Timișoara, in Romania, nel 1989 e arriva a Vicenza all’età di due anni per stabilirsi inizialmente con la famiglia a casa dei genitori del padre. Trascorre la maggior parte della sua infanzia in un quartiere di periferia di Vicenza, San Lazzaro, adattandosi alla vita di quartiere e vivendone le dinamiche. Influenzato dalla musica che lo circondava tra casa e amici, negli anni si trova a raccontare la scena techno e D&B per poi arrivare al mondo rap fino all’hardcore. In quegli anni stava documentando un cambio generazionale che doveva ancora avvenire, fatto di musica e vita di strada, ed è stato uno dei predecessori di un cambiamento e di un’estetica che ad oggi appartiene al mondo del rap italiano.

Il percorso che ha costruito, mantenendo la sua identità sempre coerente a livello artistico e personale, lo ha portato a essere apprezzato nel panorama underground e non solo. Tutto ciò è frutto di un’adolescenza segnata dalla cultura di strada, fatta di skateboard, writing, musica e vita di quartiere, in poche parole di spaccati di vita che è riuscito in seguito a tramutare in fotografia.

Negli anni, lavorando tra Europa e America, ha avuto la possibilità di raccontare diverse storie e collaborare con molteplici artisti, come Slander, Salmo, Fabri Fibra, Blanco, Post Malone, Tommy Lee, Yungblud, The Bloody Beetroots, Lumidee, Dead Prez, Onyx, Skepta, Ocean Wisdom e tantissimi altri. Ad oggi vive a Milano, dove lavora principalmente, ma è attivo in molte altre città estere come Los Angeles, New York e Londra, e da diversi anni si occupa di documentare quello che accade nell’industria musicale, cercando così di dare un contributo e una testimonianza fotografica a questo periodo storico.

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