Categorie: roma

fino al 24.III.2007 | Raphael Thierry | Roma, Galleria Container

di - 6 Marzo 2007

Alla ricerca dell’identità perduta: quello di Raphael Thierry (Tunisi, 1972; vive a Parigi) è un viaggio nei meandri della società. Una società nella quale, per sopravvivere, si è costretti a “identificarsi” continuamente in un ruolo o in un gruppo riconosciuti. L’artista, che ha già debuttato a Roma con due mostre a Villa Medici, ci racconta la sua indagine attraverso lo studio pittorico del volto umano e dei segni che il tempo imprime su di esso.
Nel frangente di una settimana appena, Thierry è riuscito a “materializzare” le opere da esibire grazie ad un lavoro concentratissimo, trasformando così la galleria da semplice spazio espositivo a contesto creativo e dinamico, in cui far prendere vita ai lavori e far circolare persone e idee. Realizzando un vero e proprio atelier su strada, l’artista si è messo letteralmente in vetrina, permettendo a coloro che passeggiavano per i caratteristici vicoletti del centro storico, di intervenire visivamente ed emozionalmente nel work in progress (nonché vero e proprio tour de force) cha ha visto coinvolti anche curatore e galleristi, in una sorta di sentita “com-partecipazione”.
Come ha illustrato lui stesso, il progetto prevedeva inizialmente la realizzazione di ritratti di soggetti differenti, tutti rigorosamente ispirati da fotografie scattate dall’artista in giro per il mondo. Dopo un attento studio, però, Thierry ha preferito concentrarsi su un’unica persona, un suo amico nonché gallerista, i cui tratti somatici lo hanno stregato permettendogli di lasciare emergere le tante identità che si nascondono in una sola. Il prodotto conclusivo sono una ventina di dipinti, tutti del medesimo formato, che ricoprono le brevi pareti dello spazio conferendogli un certo movimento, come un fotogramma cinematografico. Con una pennellata che riecheggia fortemente Bacon, allo stesso tempo rarefatta e pastosa, non finita e stratificata, Thierry penetra in un percorso di ricerca già battuto non solo dal pittore d’oltremanica, che del trascorrere del tempo sulla tela ha fatto la chiave di lettura del suo operare, ma prima di lui da Pollock.

L’americano infatti, attraverso le sgocciolature, trasformava i suoi immensi all over in mappature stratificate, in cui il percorso a ritroso nel tempo e l’anamnesi del segno si sarebbero rivelati gli ingredienti più rivoluzionari. E se si procede ancora più indietro, non si può evitare di guardare al lavoro di Van Gogh, Monet e Degas, maestri della serialità e dell’indagine sulle mutazioni transitorie della luce.
Thierry ha completato la sua indagine con un video di carattere documentario che, con le più di 4000 foto scattate durante i lavori, permette di entrare nel vivo dei cambiamenti avvenuti in corso d’opera, mettendoli in relazione con quelli che occorrono sul viso umano nel suo trascorrere temporale. Intervistato, l’artista ha confidato: “È una questione di identità, certo, ma non solo di quella collettiva, in termini generali. Si può trattare anche di una ricerca sulla mia identità, quella dell’artista.”

articoli correlati
Jeremy Stigter a Container
Aino Nobel da Container

marta silvi
mostra visitata il 15 febbraio 2007


Raphael Thierry – Identità # 1 A Work in progress
Galleria Container, Via dei Cappellari, 21 – 00186 – Roma
Tel: (+39) 06 87450491 – Apertura performance 8 Febbraio
Dal 15 Febbraio al 24 Marzo 2007 – Ufficio stampa: Piera Peri 339 7858075 – Orari: da martedì a sabato dalle 15,00 alle 19,30 (o su appuntamento) – Ingresso libero – Testo di presentazione: Luca Rastello – Intervista critica: Federica La Paglia – www.artcontainer.com


[exibart]

Visualizza commenti

  • Ho conosciuto Raphael Thierry all'inaugurazione della sua mostra che si teneva a Villa Medici lo scorso anno ... una mostra che mi emozionò moltissimo... mio marito ha acquistato alcuni suoi quadri che ora regnano in casa nostra... è un vero artista, è incredibile ciò che fa, un vero talento... qualche giorno fa sono passata in via dei cappellari ho potuto apprezzare queste nuove opere. Sono felice che sia tornato a Roma. In Francia nell'Abbazia di Royaumont ha esposto delle opere meravigliose... Complimenti Raphael sei davvero un grande. Paola

Articoli recenti

  • Mercato

Sette mostre da non perdere nella settimana di Art Basel 2026

Da Helen Frankenthaler a Chloe Wise: guida alle mostre in corso tra musei e fondazioni di Basilea e dintorni, da…

15 Giugno 2026 18:12
  • Mostre

Giulia Cantarutti, Langue verte, la nuova mostra di Alveare Culturale Studio

Con “Langue verte” Giulia Cantarutti costruisce un percorso alchemico negli spazi di Alveare Culturale Studio a Milano, tra simboli animali…

15 Giugno 2026 18:00
  • Arte antica

Il Lago di Como nello sguardo di Willam Turner: natura, luce e invenzione del paesaggio

Un importante nucleo di opere provenienti dalla Tate di Londra racconta il rapporto dell'artista con l'Italia e il ruolo del…

15 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Nasce Large: a Parigi un’ex fabbrica Renault diventa centro d’arte contemporanea

A Parigi apre Large, nuovo centro d’arte contemporanea sull’Île Seguin, nato dalla riconversione di una storica fabbrica Renault: la grande…

15 Giugno 2026 17:30
  • Arti performative

Una performance ci invita a guardare come alberi: L’incanto al Mattatoio di Roma

Il Mattatoio di Roma ospita L'incanto di John Cascone e Veronica Cruciani: performance e video si uniscono per coinvolgere il…

15 Giugno 2026 16:26
  • Mostre

Sorellanza, arte e vita: Anna Raimondo canta bell hooks a Napoli

Una canzone nata da un libro sull’amore, due voci neomelodiche, un vinile e tre anni di lavoro: il progetto di…

15 Giugno 2026 14:32