Categorie: roma

fino al 27.III.2010 | Chris Burden | Roma, Gagosian Gallery

di - 11 Marzo 2010
Dalle performance più estreme, con cui sfidava il corpo
fino a mettere in gioco la sua vita, alla costruzione di architetture-simbolo,
metafore delle espressioni sociali e urbane, Chris Burden (Boston, 1946; vive a Topanga,
California) ha sempre giocato con il limite.
A Roma propone due strutture architettoniche e un video. Dreamer’s
Folly
accoglie il
pubblico presentando una serie di tre gazebi in ghisa color crema. Pallidi
nella loro manifestazione di pace eterea, sembrano esportati da un giardino
inglese e posizionati secondo una pianta a croce latina. Adornati da tendaggi
che riportano ricami e drappeggi, i gazebo invitano a passeggiare nel breve
percorso che creano, lasciando il visitatore libero di entrare e uscire da qualsiasi
parte della costruzione. Il percorso trasversale che affronta
perpendicolarmente la cupola finale è tuttavia stretto e, nonostante le
aperture laterali che lasciano respirare la costruzione insieme ai ricami di
ferro dipinto, induce un senso di claustrofobia.
Su un’enorme piattaforma in legno sono adagiati
coloratissimi e sontuosi tessuti orientali; quattro ombrelloni sostengono la
struttura erigendosi a tetto, da cui pendono esotiche lampade a olio. Veli,
tende e altre stoffe recintano la costruzione come se fosse un baldacchino
gigante e piccole scale poste alle estremità delle pedane invitano a salire. La
tentazione è forte, soprattutto per i cuscini adagiati sui tappeti: circa il
60% del pubblico sfida l’installazione, già presentata nel 2001 alla Biennale
di Istanbul.
La misteriosa accoglienza di Nomadic Folly è ulteriormente mitizzata dalla
danza a cui i tessuti sono sottoposti. Peccato che, intorno al perimetro della
prima sala, ci siano grossi ventilatori bianchi, azionati per provocare una brezza
leggera, ma assolutamente fallace. Artificiale. Così come il marchio degli
ombrelloni, uno pseudo-spot a ricordare che, in fondo, è tutto finto. Oriente e
Occidente s’incontrano architettonicamente davanti a due installazioni
stravaganti che favoleggiano una calma falsa, interrotta dal video dell’ultima
sala, in cui il volto di Burden in primissimo piano appare compresso non solo
dal fotogramma ravvicinato, ma dall’acqua in cui è totalmente immerso, che
sembra arrivargli fino al mento. Con due occhialetti da nuoto, l’artista si
presenta come predicatore dell’umanità, parlando un francese storpiato che
utilizza durante tutto il suo messaggio: una distinzione xenofoba dell’uomo
civilizzato rispetto a quello selvaggio, dal quale bisogna mantenere le distanze.
Ciò che pareva essere un incontro di culture si rivela uno
scontro razzista quasi documentaristico, come se utilizzando il medium del
video Burden avesse voluto palesare l’immediatezza della comunicazione, capace
così di una rapida divulgazione. È forse la lontananza mediatica delle
trasmissioni “imposte” che spesso ci fa essere spietati con l’altro, con “il
selvaggio”, a tal punto da non riconoscere la bellezza esotica in cui vive,
posponendola all’odio storico che è capace di invaderla?

Ecco perché un giardino zen di legno convive nella stessa
stanza di un gazebo “british”. Eppure, nella loro apparente libertà
architettonica, si rivelano entrambi claustrofobici. Da qui l’acqua in cui è
immerso l’artista nel video che conclude il percorso espositivo, quasi a
ricordare che “il medium è il messaggio”.

articoli correlati
Senaldi e Burden
Burden
da De Carlo

flavia montecchi
mostra visitata il 26 febbraio 2010


dal 13 febbraio al
27 marzo 2010

Chris
Burden – The Heart: Open or Closed
Gagosian Gallery
Via Francesco Crispi, 16 (centro storico) – 00187 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 10.30-19 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0642746429; fax +39 0642014765; roma@gagosian.com; www.gagosian.com

[exibart]


Articoli recenti

  • Mostre

Con le sue opere Roberto Casti prova a rendere visibile l’inafferrabile: la mostra a Torino

Alla Galleria Simóndi, installazioni e dispositivi partecipativi evocano l’Aleph borgesiano riflettendo sulla permeabilità dello spazio domestico e sull’interdipendenza tra individuo…

9 Giugno 2026 12:30
  • Libri ed editoria

Da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita: il libro di Mimmo Di Marzio

Nel libro Gli Insospettabili, Mimmo Di Marzio attraversa le vite parallele di scrittori, musicisti, politici e intellettuali che trovarono nel…

9 Giugno 2026 11:30
  • Beni culturali

È nata Leonardotheka: la piattaforma online che riunisce i manoscritti di Leonardo

Dopo oltre 400 anni di dispersione, Leonardotheka riunisce online il Codice Atlantico e i fogli di Windsor, offrendo una nuova…

9 Giugno 2026 10:30
  • Progetti e iniziative

OPENTOUR 2026: l’Accademia di Belle Arti di Bologna si apre alla città

Torna OPENTOUR 2026: l’Accademia di Belle Arti di Bologna coinvolge 31 gallerie e presenta oltre 500 opere, tra premi, performance…

9 Giugno 2026 9:31
  • exibart.prize

ARIANNA ELLERO. 2023–2026 – In cerca di attrito. La pittura precede la forma

La pittura si sviluppa come una superficie in trasformazione, dove velature, abrasioni, stratificazioni e depositi di materia generano immagini instabili,…

9 Giugno 2026 9:22
  • Mercato

La Venezia di Bellotto torna da Christie’s dopo 138 anni: stima fino a 6 milioni di sterline

Capolavoro giovanile del vedutista veneziano, il monumentale "Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca" passerà al vaglio della casa…

8 Giugno 2026 18:28