Categorie: roma

fino al 3.I.2010 | Gérard Garouste | Roma, Villa Medici

di - 23 Novembre 2009
Si parte dai ritratti, figure scomposte e riassemblate,
arti scollegati, riattaccati “a caso” e intrecciati. Fuori delle regole
dell’anatomia, le parti del corpo umano si ricollocano e si ridimensionano in base
alla loro importanza emozionale – per i soggetti ritratti e per l’autore -, in
base alla sintesi temporale di una narrazione che si svolge in una sola scena,
alla sintesi spaziale picassiana di molteplici punti d’osservazione, a quella
più pirandelliana di diversi possibili sguardi, impressioni e interpretazioni.
Corpi, posture e gesti divengono inoltre raffigurazioni
simultanee di un’apparenza mostrata per dovere e di un diverso desiderio
d’essere e agire. Un busto si protende in avanti; non lo seguono i piedi, volti
all’indietro. Una mano si piega verso il basso come a dare la pace, l’altra
s’innalza come a sferrare uno schiaffo. Viene in soccorso al proliferare del
soggetto e allo straniamento dello spettatore un’impostazione estetica di tipo
classico, fatta di occupazione bilanciata dello spazio e armonia della
composizione e del colore.
È il classico che argina l’indiano, ma che allo stesso
tempo lo sostiene, perché ne ha bisogno, così come alla ragione serve
l’intuizione e viceversa. È questo il binomio che fa da leitmotiv in buona
parte della produzione di Gérard Garouste (Parigi, 1946) e quindi al suo sentire, alla sua
doppiezza.
Classico è innanzitutto nella scelta del medium pittorico,
d’illustri precedenti come Tintoretto, Blake, Géricault, Bacon, di fonti letterarie come la Bibbia, Dante, Cervantes,
Rabelais. L’ancoraggio alla tradizione si spiega soprattutto col bisogno umano
di rifugiarsi in una dimensione profonda e mitica, meno appiattita della
realtà. L’evocatività della cultura serve a sognare e ad arricchire di senso la
vita reale.
Ma come fare se l’appagamento di un bisogno sfocia in
un’onirica, idealizzata dipendenza? Garouste gestisce – o almeno ci prova – la
difficile convivenza con i giganti della cultura attraverso l’ironia, mettendosi
la maschera del gobbo, del joker, dell’indiano, dell’essere indigeno, primitivo
e incolto, che dalla sua ha l’istinto e un’ingenuità inattaccabile, i quali lo
rendono libero anche di fare il verso e la caricatura all’arte. È un
compromesso: la ricerca dell’originalità senza negare la tradizione; è un
avvicendarsi di slanci indiani e frenate classiche.

Da questa doppiezza, problematica e non del tutto
accettata dall’autore, da questi due poli che si sfregano con attrito, si
sprigiona la scintilla schizofrenica dell’arte di Garouste. Opere potenti nel
disegno, nel colore, nella deformazione provocatoria e desiderosa di
comunicare. Opere che con grazia superano la prova del gusto, si fanno
accettare dall’occhio, per mettere in crisi la coscienza.

articoli correlati
Garouste a Palermo

anita fumagalli
mostra visitata il 13 ottobre 2009


dal 13 ottobre 2009 al 3
gennaio 2010
Gérard Garouste – Le Classique
et l’Indien
a cura di Robert Fleck
Villa Medici –
Accademia di Francia
Viale Trinità dei Monti, 1 (zona piazza di Spagna) – 00187 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 11-19
Ingresso: intero € 10; ridotto € 8
Catalogo
Electa
Info: tel. +39 06676291; fax +39 066761243; stampa@villamedici.it; www.villamedici.it

[exibart]


Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Caro Alberto: le cartoline per Garutti arrivano alla galleria neon di Bologna

Caro Alberto è il progetto collettivo che riattiva il metodo di Garutti: dopo le tappe a Roma e Recanati, le…

24 Aprile 2026 10:29
  • Mostre

Al Museo MITA di Brescia una mostra per scoprire l’arte dei rari tappeti cinesi

Un viaggio suggestivo lungo le vie della seta, tra secoli di storia e territori lontani, dove ogni dettaglio assume un…

24 Aprile 2026 9:40
  • Mostre

A Venezia c’è un po’ di Sardegna: l’anima dell’argilla in mostra a Palazzetto Tito

Fino al prossimo 25 aprile, presso Palazzetto Tito, la mostra “Forme d’argilla” ricostruisce cento anni di produzione in ceramica in…

23 Aprile 2026 22:30
  • Progetti e iniziative

I Paesi Baschi tornano a Venezia: cinquant’anni di arte e resistenza

Dal 6 all'8 maggio, un programma multidisciplinare rievoca lo storico approdo dei Paesi Baschi alla Biennale del 1976: un ponte…

23 Aprile 2026 19:29
  • Design

When Apricots Blossom: l’artigianato dell’Uzbekistan come motore di rinascita alla Design Week

Palazzo Citterio, fino al 26 aprile, ospita una mostra che trasforma il dramma del Mar d'Aral in progetto di futuro:…

23 Aprile 2026 16:12
  • Teatro

Gabriele Vacis porta sulla scena la parola calda, ostinata e contraria dei Vangeli

La parola dei Vangeli diventa esperienza teatrale: Gabriele Vacis porta in scena uno spettacolo di grande intensità e attualità, dalla…

23 Aprile 2026 16:10