Elena Monzo (Brescia, 1981) presenta, in occasione della sua prima personale, una serie di lavori site-specific. La ricerca dell’artista lombarda parte dalla fotografia creativa, sia nel campo della moda che dell’arte contemporanea, da cui si lascia ispirare per le pose e le situazioni che animano i suoi bizzarri personaggi. La Monzo si serve di strumenti di lavoro come pantoni, pennarelli indelebili, penne gel e sticker, con cui dà forma ad assemblaggi di attimi e gesti assolutamente casuali in cui indiscusso protagonista rimane sempre l’uomo. La giovane artista osserva con occhio critico le riviste di moda, analizzando il bombardamento di immagini imposte dalla società. Pur mantenendo un’impostazione rigorosamente verticale, queste vetrine di superficie e apparenza, completamente trasformate e personalizzate, si mostrano attraverso un’angolazione del tutto imprevedibile all’interno di teche e cornici asettiche, minimal. I contenuti, il più delle volte aspri, emergono con decisione e con molta più forza proprio in contrasto con uno sfondo pulito, silenzioso, bianco.
Il titolo della mostra, Dipendenze, introduce il bisogno che lega tutti i vari personaggi, uniti anche se narrativamente scollegati. La dipendenza dagli altri, dalle sensazioni, dai ricordi, dalle ossessioni, dalla libertà, da un’idea, è capace di collegare persone ovunque e in ogni momento. L’artista la rappresenta con un sottile filo conduttore che cammina muovendosi in maniera fluttuante tra un’opera e l’altra lungo le pareti della galleria. Il riferimento alla rete internet e alla virtualità è chiaro, l’esternazione irrefrenabile della comunicazione è un bisogno radicato e inten
La giovane artista lombarda, incuriosita anche dalla street art, realizza all’interno della galleria, e precisamente su un piastrellato già esistente, un lavoro realizzato con la stessa tecnica mista, in cui però è accentuato l’utilizzo degli sticker e degli elementi seriali. L’artista usa le mattonelle come fossero tanti fogli e definisce questo lavoro “un gioco, un esperimento in piena libertà su un free space”.
fabrizia palomba
mostra visitata il 23 maggio 2007
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