Categorie: roma

fino al 31.I.2011 | Daniela Perego | Roma, Pino Casagrande

di - 13 Gennaio 2011
Ambigua
presenza dalla plasticitĂ  scultorea (viene in mente perfino la Santa Cecilia di
Maderno), quella giovane donna
vestita/svestita. Indossa un abitino sottoveste delicato, che la proietta in
una dimensione reale, intima, ma anche onirica, in cui il meccanismo della
messinscena performativa si svolge all’interno di uno scenario dichiaratamente
autentico, privo di artificiosità. Quanto alla gestualità, innegabile è la
componente psicologica.

L’artista,
Daniela Perego (Firenze, 1961; vive
a Roma), parla di sé in terza persona: “L’idea,
come si vede anche nei lavori precedenti, è che questa figura – che poi sono io
– vive/non vive le situazioni in cui si trova. In questo caso un matrimonio.
Non si capisce bene se, effettivamente, sia presente – ma nessuno si accorge di
lei – o se si tratti di un sogno. Ognuno è libero di vederci quello che vuole
”.

Nello
spazio espositivo di Pino Casagrande, Oltre
si articola nella sequenza di opere fotografiche datate 2009-10, dedicate al
tema del matrimonio e del cimitero, culminando nel video Matrimonio, proiettato su un’intera parete. Fotografia e video sono
linguaggi paralleli per Daniela Perego. Alcuni progetti sono solo fotografici,
altri video, oppure – come in Matrimonio
– ci sono entrambi.

La
narrazione è comunque assecondata da un ritmo scandito da un inizio e una fine
ben definiti: “Forse è una ricerca di
equilibrio interiore, allora il tempo deve stare nella giusta posizione,
nell’accadimento esatto
”.


Lei
non si muove. È come se tutto avvenisse lÏ intorno, ma senza una sua apparente
consapevolezza delle dinamiche esterne. Esattamente come appare nei lavori
sulla cittĂ  (Attraverso, 2007), dove
tutto scorre e succede e lei sta ferma, immobile, in mezzo al movimento urbano
della gente, o in quelli precedenti, in cui solitaria si immerge in una natura
incontaminata, nell’alternarsi delle stagioni (Untitled, 2005).

In
questo succedersi di momenti, il matrimonio e la morte – attraverso la
rappresentazione del luogo, il cimitero, esattamente come la sala del banchetto
– rivestono un significato che va oltre la ritualità.

Se
nel primo caso l’artista ha un suo coinvolgimento emotivo e personale, per cui
la visita al cimitero di Firenze diventa un appuntamento fisso, in cui prova un
sentimento di grande serenità interiore, quello del matrimonio è frutto di un
incontro casuale.


Si
trovava, infatti, al Castello di Rivara, vicino a Torino, una parte del quale
viene utilizzato per le cerimonie nuziali, durante un matrimonio tradizionale,
con la sposa in abito bianco-velo-bouquet, tavole imbandite e camerieri in
giacca e papillon: “Mi è immediatamente
venuta l’idea che avrei voluto trovarmi lì e farmi passare sopra questo
matrimonio. Così, quando c’è stata l’occasione sono tornata e, con il permesso
degli sposi, l’ho realizzato. Tra gli invitati c’era chi non sapeva che si
stesse girando il video d’arte, sentivo commenti curiosi. Io ero lì, sdraiata a
terra nel mio solito abitino rosa, immobile per ore e ore. Quando lavoro non mi
accorgo del tempo, nĂŠ della fatica o del clima, entro in una sorta di trance
”.

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a Bologna

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de leonardis

mostra
visitata il 1° dicembre 2010


dal primo dicembre 2010 al 31 gennaio
2011

Daniela Perego – Oltre

a cura di Achille Bonito Oliva

Studio d’Arte Contemporanea Pino
Casagrande

Via degli Ausoni, 7a (zona San
Lorenzo) – 00185 Roma

Orario: da lunedĂŹ a venerdĂŹ 17-20

Ingresso libero

Info: tel./fax +39 064463480; gallcasagrande@alice.it; www.galleriacasagrande.it

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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