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Fino al 31.V.2018 | Dialogues #2 – Olo o della Danza del Tutto. Lu.Pa. | Spazio Y, Roma

di - 16 Maggio 2018
Dopo l’esordio dello scorso marzo con il doppio intervento di Silvia Giambrone e Davide Dormino, la rassegna romana Dialogues (dedicata a coppie di artisti, reali o improvvisate), prosegue a Spazio Y con un nuovo debutto. Ad esordire questa volta, il 29 aprile, alle ore 20.06, l’ora del tramonto, è stato il duo LU.PA. nato nel 2017 dall’unione delle artiste Lulù Nuti e Pamela Pintus.
Celato dietro l’immagine animale, al contempo reale e mitica, generatrice e mortale, il duo ambisce a riportare al mondo concreto elementi deformati dal prisma di Internet, cercando quelle relazioni che possano mettere in evidenza il cortocircuito semantico e semiotico che subiscono i concetti e le parole. Navigando nel web, LU.PA. crea cortocircuiti e analogie, costruendo una mitologia che metta in luce, a livello fisico, l’organizzazione orizzontale del sapere; concretizza in opere d’arte i molteplici messaggi restituiti dalla Rete, dando voce alla materia e interrogando le sue proprietà fisio-chimiche, esplorandone al contempo gli aspetti antropologici, storici e sociali. LU.PA ambisce a generare una conoscenza trasversale, non necessariamente veritiera e attendibile, ma certamente utile ad innescare riflessioni profonde e destabilizzanti.
Dialogues #2 – OLO o della danza del tutto. LU.PA., Foto di Giovanni de Angelis
Invitato da Spazio Y, contenitore reale e tangibile, il duo è uscito per la prima volta dalla Rete, acquistando la sua fisicità attraverso un gesto minimo (e minimale) ma potentemente reale. Per 24 ore consecutive, una notte e un giorno, le due artiste, chiuse nel ristretto spazio espositivo, spiate in streaming dagli spettatori, hanno inscenato Olo (abiti di Ginevra Odescalchi e presentazione critica di Valentino Catricalà), disegnando e cancellando una linea continua, ininterrotta, di manzoniana memoria. Operando con la ritualità di una danza, hanno saldato le proprie identità nell’immagine unica del duo, alternandosi di ora in ora nel duplice atto. Azione simbolica ma anche estenuante prova fisica durante la quale le protagoniste si sono donate l’una all’altra per mezzo di un segno semplice ed inequivocabile, effimero ma incisivo. Lo spazio espositivo è chiuso all’esterno, inviolabile, simile ad un sancta sanctorum entro cui si svolge il sodalizio, un atto unico di elezione e conciliazione Quasi un rito catartico di rinuncia e di rinascita, che nel gesto ripetuto dell’una ha riconosciuto l’inizio di quello dell’altra, in una perenne opera di affermazione-negazione: l’una nega ciò che l’altra asserisce, dandole così – paradossalmente – un valore esistenziale.
La vita come il gesto si consuma in un attimo mentre inizio e fine sono a un passo dal coincidere. Ed è proprio a questa idea di interezza che allude il titolo, per le due artiste presentazione in società in forma di duo, ma anche augurio per il futuro, auspicio affinché dalla creazione congiunta possa generarsi un risultato olistico, capace di unire due personalità,  duo traiettorie e finanche due dimensioni distinte (reale e virtuale), eccedendo sempre la somma delle singole parti.
Carmelo Cipriani
mostra visitata il 4 maggio
Dal 29 aprile al 31 maggio 2018
Dialogues #2 –  OLO o della danza del tutto. LU.PA.
Spazio Y
Via dei Quintili 144, 00175 Roma
Orari: su appuntamento
Info: info@spazioy.com, www.spazioy.com

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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