Categorie: roma

Fino al 5.X.2017 | Liaisons/Links | Villa Medici, Roma

di - 3 Ottobre 2017
Villa Medici a Roma è un paradiso di bellezza e armonia incastonato fra Trinità dei Monti e Villa Borghese, un luogo unico in cui ogni angolo è virtualmente perfetto per ospitare un’opera d’arte.
In questo spettacolare scenario rinascimentale Ludovico Pratesi ha invitato tre artiste internazionali, tutte nate negli anni Settanta, a presentare tre lavori iconici che potessero entrare in risonanza estetica e concettuale con tre luoghi “segreti” del giardino della Villa.
Il progetto espositivo concepito dal curatore si intitola “Liaisons/Links” e sottolinea la validità dell’opera d’arte sia come strumento visionario che come dispositivo visivo per creare comunicazione e rapporti anche nei momenti di conflitti socio-politici. L’arte quindi come strumento di comprensione, unione e superamento delle diversità razziali e linguistiche.
Le tre artiste coinvolte in questa prima tappa di “Liaisons/Links” sono la polacca Alicja Kwade, l’italiana Lara Favaretto e la nord-africana Latifa Echakhch.
Nello Studiolo del Cardinale Ferdinando I de Medici, in quel meraviglioso e festoso tripudio di affreschi naturalistici dello Zucchi con i muri impreziositi da eleganti tendaggi di seta rosa, Alicja Kwade ha posizionato due macchine celibi, Hypothetische Gebilde (2016), due opere esteticamente accattivanti che con la loro superficie riflettente entrano perfettamente in risonanza con lo spazio espositivo. Le due complesse strutture in bronzo lucidato, che ricordano degli strumenti musicali a fiato, sono l’ipotetica rappresentazione di come potrebbero essere degli alambicchi sapienziali, magici capaci di trasformare la materia, con un processo alchemico inverso, ovvero da nobile a bruta. Dal quarzo rosa alla sabbia.
Liaisons/links, Villa Medici, Alicja Kwade, 2016 Hypothetisches Gebilde Alk 100, photo Julie Joubert
I tre blocchi scultorei grezzi di Lara Favaretto, artista che lavora in bilico fra umorismo e tragicità, hanno trovato la loro ideale collocazione nella Gipsoteca dove convivono armoniosamente con i gessi di opere famose come il Torso del Belvedere copiate dai borsisti della Villa. I tre blocchi di cemento che compongono l’installazione intitolata Scraping, Shoveling e Smoothing (2014) rappresentano una riflessione concreta sul rapporto reale, fisico e non idealizzato tra la materia bruta, grezza e il gesto dell’artista che la utilizza spesso con violenta passionalità, scorticandola, plasmandola e penetrandola.
Nello Studio San Vittorio, uno degli atelier usati dagli artisti in residenza (generalmente chiuso al pubblico e da ora in poi usato come spazio espositivo) è una sorta di piccola e affascinante serra che si affaccia sul giardino della Villa, Latifa Echakhch presenta Desert (2005-2009) un’installazione ambientale in cui il semolino bianco che ricopre completamente il pavimento dello studio ricorda il deserto marocchino con le sue dune di sabbia. Un lavoro semplice ed elegante che con pochi gesti misurati parla di integrazione e degli stereotipi legati all’immigrazione.
Questo percorso ideato da Pratesi, un curatore che da sempre ha sperimentato il dialogo fra l’antico e il contemporaneo, è una piccola ed esteticamente raffinata passeggiata dentro i giardini di Villa Medici per affrontare con il linguaggio universale dell’arte le tematiche sociali che attraversano quotidianamente il nostro vissuto.
Paola Ugolini
mostra visitata il 28 settembre
Dal 14 settembre al 5 ottobre 2017
Liaisons/Links
Villa Medici,
Viale Trinità dei Monti, 1, Roma
Orari: Da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 19.00
Info: www.villamedici.it

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