Un lungo nastro illuminato di blu -pensato da Doriana Mandrelli– si svolge e avvolge le mura del secondo ordine, a raccontare come nei secoli l’area del Colosseo sia stata oggetto di scavi, studi e trasformazioni. Ad ogni tappa di questo cammino –si parte dal XVI secolo- sono affiancati reperti archeologici tra cui alcuni inediti. Il fine dell’allestimento? Quello di mettere in luce “la storia, l’archeologia e le trasformazioni urbanistiche di quest’area archeologica del centro di Roma della cui grandezza e magnificenza il Colosseo è diventato il simbolo, passato e presente”.
E proprio di trasformazioni che la mostra Forma. La città moderna e il suo passato vuole parlare, più che altro mettendo a fuoco nuove ipotesi di convivenza tra la città moderna e il suo passato. A cercare una soluzione è Massimiliano Fuksas -protagonista e deus ex machina della mostra- per la prima volta alle prese con il campo dell’archeologia e della conservazione.
Il nodo cruciale della questione è la sempre contestata via dei Fori Imperiali: proprio perché ormai appartenente al passato –e testimonianza anch’essa di un passato seppur più recente- l’idea è di salvaguardarla.
E da qui prende avvio il progetto di Fuksas. La strada rimarrà, ma trasformata in un ponte sotto al quale potremo tornare ad ammirare l’area archeologica, nuovamente visibile. Alla via saranno affiancati satelliti che ospiteranno spettacoli, caffè, una libreria, l’onnipresente mediateca, piccoli ristoranti multietnici. Tutto ciò per restituire a quest’area l’aspetto pubblico che aveva in origine e ridonare alla zona tra i Mercati Traianei e l’antistante Palatino quella soluzione di continuità che con la presenza di via dei Fori Imperiali era stata interrotta. In mostra accanto alle installazioni che illustrano l’ipotesi, oltre al plastico di Fuksas e alla sezione dedicata ai reperti archeologici, un video intitolato Col ossessione.
Lo firma Enrico Ghezzi, che con il noto intelligente sarcasmo ci racconta il suo Colosseo, in chiave blob. Tra film di Alberto Sordi in veste di Nerone, pubblicità di Proietti, torri gemelle-torre di Pisa salvata da superman, marce fasciste ai Fori, passaggio di Kennedy, Totò cerca casa, Uccellacci e Uccellini, un contestatissimo concerto di Paul Mc Carthney, e così via ridendo-pensando.
valentina correr
mostra visitata il 13 luglio 2004
A Bologna, un progetto diffuso del Teatro dell’Argine trasforma piazze, istituzioni e palcoscenici in spazi di parola e responsabilità collettiva
Al Museo Le Carceri di Asiago, 100 manifesti dell'Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia raccontano l'evoluzione dell'identità…
Partecipare al concerto di Gilberto Gil all’Alcatraz di Milano ci ha ricordato che la musica è uno spazio di libertà:…
Anteprime e inaugurazioni da non perdere della Milano Art Week 2026: gli appuntamenti di oggi selezionati da Untitled Association
Exposed Torino Photo Festival offre mostre temporanee, incontri, eventi e iniziative diffuse, coinvolgendo artisti e istituzioni nazionali e internazionali fino…
Antiquariato, arte moderna e contemporanea, design, gioielleria e grafica, senza limiti di categoria. Ecco che cosa vedremo la prossima settimana…