In occasione della conferenza stampa di presentazione delle mostre che hanno aperto la stagione 2004 del Macro -prendendo la parola subito dopo il direttore Danilo Eccher- Nicola De Maria (Foglianise, Benevento, 1954) ha voluto testimoniare la stima e la gratitudine per l’impegno profuso dall’equipe del Museo che lo ha assistito nella realizzazione delle sue opere, lavorando con lui intensamente per settimane.
L’artista ha infatti eseguito appositamente per l’occasione -e direttamente in situ– quattro grandi opere su parete che definiscono le sale dedicate ai temi più significativi della sua produzione pittorica: il regno dei fiori, l’astratto, il materico e il notturno. A questi dipinti di quattro metri per otto si aggiunge una selezione di opere su tela realizzate dal maestro in vari periodi in modo da dare una scansione completa, per la lettura del suo percorso artistico. De Maria ha infatti sempre alternato alla realizzazione di grandi tele, quella di oli di piccolo formato dedicati ai medesimi soggetti, un repertorio a lui caro composto di fiori, sfere e stelle. Una sorta di campionario di forme archetipe, pescate dall’inconscio, dalla memoria, dai sogni.
È una sensazione elementare di meraviglia quella che si prova arrivando al secondo piano del museo: il visitatore entra in un mondo fantastico fatto di segni semplici, pieni di colore che sembrano realizzati da mani infantili, ma che sono in realtà il frutto di un’attenta ricerca compositiva, portata avanti da più di venticinque anni. L’opera di questo artista pare modulare l’astrazione cercando accordi simili a quelli musicali. Ha scritto Achille Bonito Oliva nel testo di presentazione della mostra: De Maria riveste la muta parete col suono cromatico di una pittura viaggiante e nomade, che tocca spazi di molti paesi senza mai perdere la sua identità o cadenza
E lui –alle spalle una laurea in medicina con la specializzazione in neurologia- si diverte a recuperare le tecniche utilizzate dagli antichi maestri dell’affresco e del mosaico, in bilico tra recupero della cultura classica e rilettura. Più conosciuto a livello
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