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fino all’1.XI.2009 | Palma Bucarelli | Roma, Gnam

di - 9 Settembre 2009
L’apoteosi è al primo piano, seguendo il percorso che porta all’arte internazionale. Un triangolo scenografico tutto in noir, i cui vertici sono: l’abito da sera in broccato (1959 ca.); Coppa Chimerica, bronzo del ’47 di Hans Arp; le sculture di Giacometti Donna (1962) e Figura (1956) – che si stagliano dal wall drawing di Sol LeWitt (unica digressione dal tema). In perfetto equilibrio, poi, sospeso in aria, Mobile (1958) di Calder: ferro e alluminio.
Un doppio legame unisce tra loro queste opere. Infatti, nella sede della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, in cui fu direttrice e sovrintendente dal 1942 al ’75, si rende omaggio a Palma Bucarelli – l’occasione è il centenario della nascita – con una mostra che ne ricostruisce l’attività, ma soprattutto la passione e la grande capacità nel saper sentire il battito dell’arte contemporanea.
Scelte, le sue, che spesso uscivano dagli schemi di una visione tradizionale, tanto più nell’Italia perbene e provinciale del dopoguerra, ma che permisero alla Gnam – come ben illustrato in Palma Bucarelli. Il museo come avanguardia – d’implementare le proprie collezioni con opere di artisti straordinari, allora semisconosciuti.
Un esempio? Untitled (1967 ca.) di Gilberto Zorio, scultura che è un tubo in eternit, solenne come una colonna dell’antichità, in cui è risolto il dilemma della base con pezzi di camera d’aria. Uno sguardo qua, uno là: ecco Sequenze di Bice Lazzari, Dinosauro riposa di Pascali, Christo con Ponte S. Angelo, Grande Cellophane di Burri, Ragazza in piedi con vestito verde e fiocco rosso di Schiele, International Klein Blu 199 di Klein. Il tutto accompagnato dal lieve sottofondo musicale di brani celebri dell’epoca.

I giornali di allora la chiamavano “la dogaressa” (oppure “la signora di Valle Giulia”); c’è anche una copertina di “Noi Donne” del maggio 1953, in cui il volto di Palma Bucarelli è accanto a un arlecchino di Picasso: una foto scattata proprio in occasione della mostra organizzata alla Gnam.
Tra gli oggetti personali, alcuni gioielli realizzati apposta per questa donna raffinatissima da artisti come Afro, Novelli, Lorenzetti; splendido l’anello in oro giallo, a cera persa, firmato Mastroianni. Tra i vintage dell’album personale, la foto che la ritrae bambina, insieme alla sorella Anna, o quella sulla scalinata della Galleria, con il cane Michi, nel 1944-45.
Quanto agli abiti, donati dalla stessa proprietaria al Museo Boncompagni Ludovisi nel 1992, sono esposti, tra gli altri, un vestito da cocktail (1957 ca.) – essenziale nella sua ricercatezza – in pizzo di tulle nero, uscito dalla sartoria di Antonio De Luca, e un più impegnativo completo da grand soirée in raso di seta e cappa in broccato rosa e oro, indossato il 3 giugno 1959, in occasione del Gran Gala al Quirinale per i Reali di Grecia.

Abiti che descrivono un fisico snello e dinamico, costantemente teso verso l’armonia e la perfezione.

manuela de leonardis
mostra visitata il 1° luglio 2009


dal 26 giugno al primo novembre 2009
Palma Bucarelli. Il museo come avanguardia
a cura di Mariastella Margozzi
GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna
Viale delle Belle Arti, 131 (zona Parioli) – 00196 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 8.30-19.30; la biglietteria chiude alle ore 18.45
Ingresso: intero € 10; ridotto € 8
Catalogo Electa
Info: tel. +39 0632298221; fax +39 063221579; gnam@arti.beniculturali.it; www.gnam.beniculturali.it

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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