Categorie: exibart.segnala

Carlo Maria Maggia da Ikebò nuovo spazio aperto nel cuore di Torino

di - 5 Novembre 2008

_ info sul servizio .:. tariffe .:. archivio by Exibart.com _

[05|11|2008] |||arte contemporanea/personale

Carlo Maria Maggia da Ikebò nuovo spazio aperto nel cuore di Torino

THE PHARAONS ENDURO ART PERFORMANCE

inaugurazione 5 novembre 2008 | ore 18.00 | a cura di emanuela genesio | ikebò | torino



Il poliedrico artista, impegnato nella competizione del Rally dei Faraoni che si è svolto dal 5 all’11 ottobre, ha percorso più di 3.000 chilometri divisi in sette prove speciali con la sua Beta 525, insieme ad altri 200 piloti provenienti da tutto il mondo.
La mostra, curata da Emanuela Genesio e inserita nel calendario delle manifestazioni di Contemporary, presenta 20 opere nate concettualmente durante la competizione nel deserto egiziano e una scelta di immagini scattate al termine di ogni tappa del Rally.
Le sculture, realizzate da Maggia al suo ritorno con gli elementi reperiti in loco, sono nate dalla riflessione sulla condizione di limite, inteso come esiguità di materiali che il contesto offre, condizioni psicologiche estreme e tempistiche rigide.
Il tempo trascorso nella solitudine del deserto, le emozioni (l’eccitazione e la paura, l’apprensione e l’entusiasmo, l’instabilità psicologica e la perseveranza dell’impegno), lo sforzo fisico estenuante, l’imprevedibilità degli eventi hanno costituito le basi con cui creare una serie di opere in un contesto non dissimile da una performance continua.

Della rocambolesca competizione rimane traccia nel blog curato da Emanuela Genesio per Exibart e sui siti www.carlomariamaggia.it e www.ikebo.it. Da questo diario quotidiano online citiamo qui di seguito una parte:
Prima di partire, in un vibrante incontro, l’artista ha lasciato trasparire i contrasti che lo abitano da quando ha deciso di sottoporsi a questa prova così impegnativa e importante. Nelle emozioni che trapelavano dai suoi gesti e dalle sue parole, la differenza tra la carica vitale (una sorta di caparbia incoscienza) e l’inquietudine intellettuale, tra l’eccitazione quasi infantile del viaggio e il dubbio chiaro (gli spilli acuti ma assunti di chi sa a cosa va incontro) non c’era differenza. Abbiamo parlato a lungo, una sorta di “backstage critico”, nel quale annotavo con la maggior precisione possibile, i termini che comparivano a definire un progetto in cui la linea di separazione tra arte e vita perde di consistenza. Le emozioni sono parte di quel progetto, ne motivano la ragione, così come potrebbero divenire il soggetto unico, ultimo scopo non designabile razionalmente, ma perfettamente coincidente con la vita. Fino al fondo: un pericoloso mettersi in gioco che ha per posta il sopravvivere.
Dice Maggia: “in quelle condizioni, al cospetto del deserto e dei propri limiti, qualsiasi preparazione, premeditazione o allenamento, potrebbe non servire, non portare a nulla”. Perciò la sua prima opera, il prologo, si vuole come uno specchio ambivalente, coprente e trasparente, opaco e riflettente. La maschera che copre gli occhi, accessorio indispensabile per poter vedere il cammino anche alla luce accecante o nei venti di sabbia e polvere, diventa metafora perfetta per iniziare un viaggio di cui nulla si può prevedere benché tutto il possibile si sia preparato. Omero era cieco. Dante, salito al bagliori del paradiso dopo la notte dei gironi infernali, rimane folgorato da una visione abbagliante. I poeti di tutti i tempi hanno giocato sulla metafora della visione per approssimarsi all’invisibile. Maggia reitera la riflessione che fu di chi si spinge oltre e pone una radiografia del suo corpo davanti ai suoi occhi. La fatica eccessiva degli allenamenti, gli ha posto problemi fisici; lui li ha accettati e quindi trasformati in creazione programmatica. Nel riconoscimento dei propri limiti, la delusione sarà meno bruciante, così come la soddisfazione, il valico dell’ostacolo prima insormontabile, più brillante.


Carlo Maria Maggia. The Pharaons Enduro Art Performance
dal 6 al 30 novembre
IKEBÒ
Piazza Cavour 2, 10123 – Torino, Italia
tel +39 01119700113 fax +39 011.19702589
dal martedì alla domenica 10.00 – 19.30 lunedì chiuso
www.ikebo.it
info@ikebo.it

_ .:. contattaci © layout e grafica Exibart.com _

Articoli recenti

  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarà presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • Attualità

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49
  • Mostre

Le opere di Pier Paolo Perilli sono scene da un fantastico quotidiano

Alla Galleria Eugenio Delfini di Roma, vanno in mostra i “quadrucci” di Pier Paolo Perilli: opere visionarie che raccontano il…

20 Febbraio 2026 12:13