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| [24|07|2006] |||arte anticacollettiva I capolavori veneziani al Museo Civico Amedeo Lia a La Spezia | |
| | VENEZIA. CAPOLAVORI DAL XIV AL XVIII SECOLO NELLA COLLEZIONE LIA fino al primo ottobre 2006 | a cura di andrea marmori | museo civico amedeo lia | la spezia Per la prima volta offerta al pubblico nella sua interezza, composta di arredi, dipinti, miniature, oggetti e sculture, la sezione veneziana della Collezione Lia si offre al visitatore come un mosaico sensitivo e appassionato. I primi testi figurativi presentati, fra cui un fragile e raro vetro dorato e graffito della fine del XIII secolo, costituiscono l’avvio dell’esposizione, e riflettono la raffinata capacità espressiva di artisti di cultura composita. Il fiorentino Giusto de’ Menabuoi conduce nella già colta Padova la perfetta espressione linguistica toscana, qui coniugata ed aggiornata: il trittico, dalle dimensioni confidenziali, è un piccolo capolavoro dove la sostenuta cifra espressiva riecheggia in forma ridotta gli affreschi del Battistero di Padova. A Padova il decennio trascorso da Donatello alla metà del Quattrocento aveva lasciato un’orma indelebile, dando l’avvio a generazioni di artisti che produrranno sculture in bronzo di sensitiva naturalezza. I calchi di piccoli animali dal vero, i raffinati oggetti d’uso composti da figure mitologiche e ancora la minuta riproduzione di monumenti classici concretizzano il miraggio del collezionista rinascimentale, che raggiunge la sognata possibilità di stringer fra le mani l’antichità imperitura. Il mondo antico sembra risvegliato dalla capacità linguistica ed espressiva dei grandi artisti padovani che inventano una classicità ora aggiornata alle esigenze dei colti committenti. E ancora le fiabe mitologiche di Sebastiano del Piombo, i volti dell’anima ritratti da Tiziano e Veronese, la passione del Figlio di Dio raccontata ora con vigore dall’ombroso Cariani, sofferenza sussurrata a labbra serrate e guardata con occhio pietoso, e poi affrontata invece con ritmo di danza sincopata da Tintoretto, testi tutti che immettono il visitatore alla grande fioritura rinascimentale, quando Venezia si afferma quale epicentro culturale dal quale si dipartono esperienze artistiche senza pari. A Brescia e a Bergamo, possedimenti veneziani in terraferma, la narrazione pittorica si mescola agli umori lombardi, ed affiora una concretezza espressiva del tutto peculiare: si veda l’assorta Dama di Moroni, senza un pensiero nel cuore, la pupilla nitida e immobile e la fronte deserta, sospesa tutta in ferma attesa di un domani uguale all’oggi, quasi cifra araldica posta a celebrar se stessa, stagliata sul fondo monocromo. Il Settecento, capitolo irrinunciabile, è del tutto dedicato a Venezia, fragile capitale del nuovo secolo, dove la pittura di paesaggio è in grado di dilatare lo sguardo nelle vaste vedute di Albotto, Canaletto, Bellotto, Marieschi, Guardi. Sensibili ritrattisti del bacino di san Marco, della piazza, dei canali, dei monumenti, i paesaggisti narrano con timbri differenti il fasto della laguna, dall’acribia lucida e malinconica di Bellotto ai tremuli capricci di Guardi. Le dodici istantanee di Grubacs completano in maniera solida e sostenuta la volontà narrativa dei vedutisti che travalicano il XVIII secolo, con ancora negli occhi e nello sguardo la felice stagione del vedutismo settecentesco, sia pur a scarto ridotto. VENEZIA. Capolavori dal XIV al XVIII secolo nella Collezione Lia Fino al 1 ottobre 2006 Orario: Da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00 nei mesi estivi, da venerdì a domenica, prolungamento dell’apertura fino alle ore 20.00. Chiuso il 15 agosto tariffe: biglietto intero: e 6.00, biglietto ridotto: e 4.00, biglietto speciale: e 3.00. Le tariffe comprendono l’ingresso alla mostra e al museo Catalogo: Silvana Editoriale Museo Civico “Amedeo Lia” via Prione, 234 19121 La Spezia Tel. 0187.731100 segreteria.museolia@comune.sp.it www.castagna.it/musei/mal |
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