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Il gesto internazionale al Quarter di Firenze

di - 15 Ottobre 2005

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[15|10|2005] |||arte contemporaneacollettiva

Il gesto internazionale al Quarter di Firenze

THE GESTURE. A VISUAL LIBRARY IN PROGRESS

fino al 13 novembre | a cura di marina fokidis, sergio risaliti, dafne vitali | quarter – centro produzione arte | firenze

“Il Gesto” è un progetto espositivo in progress aperto e fluido, in cui sono messi a confronto molteplici espressioni fisiche, emozionali, personali, politiche e sociali di artisti attivi dagli anni Sessanta fino ai nostri giorni. Il progetto espositivo presenta l’esplorazione personale dei tre curatori sul tema del gesto nelle arti visive, secondo le sue diverse modalità come gesto d’amore, gesto impossibile, gesto di resistenza o di trascendenza. Combinati in modo non lineare, i diversi “documenti” vengono presentati in forma di biblioteca visiva, creando un luogo di scambio, di piacere e di scoperta; una sfida ai codici convenzionali della storia delle arti visive.
La mostra ha avuto un primo episodio al Macedonian Museum Of Contemporary Art di Thessaloniki in Grecia dove rimarrà aperta fino al 18 settembre 2005.
Il gesto è il paradigma scelto per una grande esplorazione dell’arte contemporanea e quindi della nostra realtà che attraverso il movimento artistico ha trovato risposte ai propri interrogativi. In questo senso quello del gesto è un tema trasversale ed “elementare” da usarsi per meglio capire l’arte e il mondo – e per questo va considerato come strumento di ricerca culturale: il soggetto e l’oggetto di rappresentazioni ed espressioni artistiche senza limiti di genere, di tecnica o di materiali.
Il gesto protagonista di questo progetto esula dalla storia classica della rappresentazione, esclude tutta quella grammatica di gesti, con tutta la loro retorica e la loro messa in scena, che per secoli si è fissata nella pittura o nella scultura. Né vuol essere una storia di quei gesti che hanno trasformato radicalmente la storia dell’arte, i gesti di Picasso, quelli di Brancusi, i gesti di Pollock o di Fontana tanto per citarne solo alcuni. Dagli anni Sessanta a oggi, le ricerche sperimentali delle avanguardie hanno messo in evidenza nuove condizioni culturali mettendo in crisi le tradizionali categorie di forma e contenuto a favore di una pratica artistica consapevole della natura fluttuante dell’opera. Enfatizzando la body art e l’environment, gli artisti hanno amplificato il ruolo del processo rispetto al prodotto, aprendo i confini della pittura e della scultura al tempo reale, al movimento, al peso, alla forza, alla semplice e radicale espressività della phonè. Ciò che ha avuto inizio negli anni Quaranta come consapevolezza del gesto in pittura si è andato traducendo nella comprensione di come il processo pervade la pratica artistica. Tuttavia, è impossibile costringere le live arts entro i limiti del termine “performance”. Si possono distinguere in manifestazioni fisiche, azioni concettuali, attivismo, happenings, dimostrazioni ed eventi, gesti privati o pubblici, costruttivi o distruttivi. Il “gesto” degli artisti contemporanei è stato in grado di creare una nuova dimensione o percezione dello spazio, del tempo, del potere, una consapevolezza delle relazioni umane e dell’arena geopolitica.
Lo scopo non è quello di una mappatura degli interventi e delle performance realizzati nel corso degli anni, né di considerare le conseguenze politiche e culturali dei loro gesti, bensì di vedere come le interconnessioni tra queste azioni sono parte di un continuo tentativo di cogliere il senso della propria identità privata, così come le relazioni che si intrecciano nella vita di tutti i giorni. Il progetto espositivo colloca l’arte della performance in un contesto più ampio e ne esamina lo sviluppo ponendo domande sulla relazione tra l’arte e l’esperienza vissuta, il posizionamento del corpo in relazione al soggetto, gli aspetti trascendenti della body art e le questioni connesse all’identità personale. Incoraggia l’osservatore a ripensare l’opera della precedente generazione di artisti e le problematiche che il loro lavoro affronta, e che continua a manifestarsi nella produzione degli artisti del presente.

“Il Gesto” è un progetto d’autore che vuole provocare uno “spiazzamento” fisico e mentale, con il quale il pubblico possa trovare nuovi paradigmi del gesto capaci di confondere i confini geografici e culturali. Uno spazio composto di intersezioni enigmatiche riferite alla condizione fisica e sociale della cultura e della memoria globale.
L’esposizione è corredata di un catalogo illustrato con testi di Achille Bonito Oliva, Mariuccia Casadio, Letizia Ragaglia, Pietro Gaglianò, Nikos Papastergiadis, Pier Luigi Tazzi e dei curatori.


The Gesture. A Visual Library in Progress
orario: tutti i giorni, escluso il lunedì, 15-20
QUARTER – CENTRO PRODUZIONE ARTE
Viale Donato Giannotti 81 (50126)
info@quarterfirenze.com

www.quarterfirenze.com

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