| | INTERSEZIONI. Cragg, Fabre, Paladino. Sculture al Parco Archeologico di Scolacium inaugurazione 17 giugno 2005 | ore 18.00 | a cura di alberto fiz | parco archeologico di scolacium | roccelletta di borgia â catanzaro Si inaugura al Parco Archeologico di Scolacium, a pochi chilometri da Catanzaro, Intersezioni, la mostra che ha lâobiettivo di proporre una nuova fruibilitĂ dellâarte sottolineando la relazione tra il patrimonio archeologico e lâesperienza di tre fra i piĂš significativi scultori contemporanei, Tony Cragg (Liverpool, 1949), Jan Fabre (Anversa, 1958) e Mimmo Paladino (Paduli, 1948). Il progetto espositivo, a cura di Alberto Fiz, è organizzato dallâAssessorato alla Cultura della Provincia di Catanzaro con la collaborazione della Regione Calabria, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e del comune di Borgia. Intersezioni sviluppa un rapporto sinergico tra passato e presente attraverso lâintervento degli artisti che hanno saputo dare nuovi significati metamorfici a un luogo ricco di storia e di memoria. âLa mostraâ, spiega lâAssessore alla Cultura della Provincia di Catanzaro Maurizio Rubino, âsâinserisce in un ampio progetto volto alla promozione del patrimonio archeologico della Calabria e alla diffusione dellâarte contemporaneaâ. Cragg, Fabre e Paladino hanno studiato tre specifici progetti allâinterno del Parco Archeologico di Scolacium. Questo è il nome del luogo che deriva da Minervia Scolacium, la colonia romana che sâinstallò nel 123-122 a.C. sulla cittĂ greca di Skilletion. âIn questâoccasioneâ, spiega il Presidente della Provincia di Catanzaro Michele Traversa, âil luogo diventa non solo la sede espositiva ma il punto focale di unâindagine tesa a recuperare unâunitarietĂ che in apparenza appare perdutaâ. Sono oltre 40 i progetti proposti di cui alcuni realizzati appositamente per questâoccasione. Se le imponenti sculture di Cragg, cariche di una monumentalitĂ al tempo stesso fantastica e organica, trovano la loro collocazione ideale nel Foro, ovvero la piazza principale della colonia Minervia Scolacium, le figure arcaiche e primordiali di Paladino dialogano alla perfezione con il Teatro romano realizzato nel I e nel II secolo d.C., mentre le opere misteriose e stranianti di Fabre entrano metaforicamente in armonia con la spiritualitĂ della Basilica di Santa Maria della Roccella, uno dei piĂš significativi monumenti medievali della Calabria. âI tre artisti, pur con linguaggi e approcci diversi, condividono medesime problematiche. Cragg, Fabre e Paladino, infatti, emanano, attraverso le loro opere, una forte energia vitalistica in un confronto con la dimensione temporale e spazialeâ, spiega Alberto Fiz. âQuesto consente di realizzare unâoperazione duplice dove la ricerca contemporanea sâinnesta sul territorio creando nuovi percorsi visivi e nuove suggestioniâ. I tre artisti hanno progettato il loro intervento in relazione alle caratteristiche di uno spazio particolarmente ricco di suggestione. Cragg ha scelto di presentare una serie di opere realizzate tra il 1999 e il 2003 dove si evidenzia un tracciato caratterizzato da continui rimandi allâaspetto geometrico e organico della materia. Tra le grandi sculture scelte da Cragg si distingue Wirbelsaule del 1999, mai esposta prima dâora, Early Forms del 2001, Cast Glances del 2002 oltre a Untitled del 2000, un lavoro in arenaria rossa di 16 tonnellate caratterizzato da una serie di stratificazioni che ne modificano la prospettiva.âAttraverso il tempo gli oggetti diventano residui della propria cultura dâorigine, portando con sĂŠ il ricordo della conoscenza e dello spirito di chi li ha creatiâ, afferma Cragg. Per quanto concerne Fabre, la Basilica diventa il punto focale della sua elaborazione plastica caratterizzata da continue metamorfosi. Se in cima alla Basilica verrĂ collocato Lâuomo che misura le nuvole, una grande scultura in bronzo che sembra entrare in relazione con lâultraterreno, lâartista belga ha progettato per lâoccasione I motori dellâanima del 2005, una nuova installazione con motori e cinque teschi di scarabei. Si tratta di unâopera fortemente simbolica dove, come spiega Fabre, âlâidea è quella di una fusione tra lâenergia fisica e quella mentale. A rappresentare lâenergia fisica e pulsante sono i motori, mentre lâenergia spirituale è simboleggiata dalla Basilicaâ. Ad occupare il Teatro è Paladino che per lâoccasione ha realizzato una specifica installazione dove lo spazio antico viene animato da presenze silenziose e inquietanti, fantasmi di un passato collettivo. Si tratta de I Dormienti collocati sui gradoni del teatro come spettatori muti. Le 15 opere in terracotta creano un universo autonomo e suggestivo che entra in relazione con gli attori della scena, ovvero i Testimoni, quattro grandi figure in bronzo severe e ieratiche. Nella parte alta del teatro, Paladino ha deciso di collocare un grande Elmo che sintetizza lâuniverso mitico e simbolico proprio della sua indagine. âLa mie opere non creano fratture e fanno parte del continuum temporale diventando parte integrante di un paesaggio caratterizzato da stratificazioni e sovrapposizioni, come testimonia proprio il Parco Archeologico di Scolaciumâ, spiega Paladino. Tony Cragg, che nel 2003 ha presentato le sue opere in una grande mostra al Macro di Roma, nel 1988 ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia e quello stesso anno ha vinto il Turner Prize. Ha esposto, tra lâaltro, al Museo dâArte Contemporanea di Nizza, al Reina Sofia di Madrid, alla Royal Academy di Londra, al Museo Cantonale di Lugano, al Museo dâArte Moderna di Tokyo, al Museo di Grenoble, alla Tate Britain di Liverpool e al Guggenheim di Venezia. SarĂ lui a realizzare la scultura simbolo delle Olimpiadi invernali previste a Torino nel 2006. Jan Fabre è stato invitato per la prima volta alla Biennale veneziana nel 1984. Ha successivamente preso parte a Documenta IX di Kassel, alla Kunsthalle di Basilea e, recentemente, ha esposto con una personale alla Galleria dâArte Contemporanea di Bergamo, allo Stedelijk Museum di Gand e al Museo dâarte contemporanea di Lione. Fabre si occupa di arte visiva, scrittura e teatro e nel 2005 è co-direttore artistico del Festival di Avignone. Mimmo Paladino ha partecipato alla sua prima Biennale veneziana nel 1980. Ma vanno ricordate la rassegna alla Lenbachhaus di Monaco, le mostre al Kunstmuseum di Basilea, alla Galleria dâArte Moderna di Bologna e alla Royal Academy di Londra. Va, inoltre segnalata, la grande installazione Montagna di sale realizzata a Napoli, la personale al Centro dâArte Contemporanea Luigi Pecci di Prato nel 2002-2003. Paladino è membro onorario della Royal Academy di Londra e le sue opere sono collocate in permanenza in alcuni dei principali musei internazionali tra cui il Metropolitan Museum di New York. Nel 2005 la Loggetta Lombardesca di Ravenna ha ospitato una sua personale che affronta il rapporto con il teatro dal titolo Mimmo Paladino in Scena. Sino al 31 agosto 2005 espone al museo Caâ Pesaro di Venezia Intersezioni. Cragg Fabre Paladino, Sculture al Parco Archeologico di Scolacium Organizzazione: Assessorato alla Cultura della Provincia di Catanzaro in collaborazione con Regione Calabria e Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e del comune di Borgia. Dal 18 giugno al 9 ottobre 2005 Parco Archeologico di Scolacium (Roccelletta di Borgia-Catanzaro) Orari: tutti i giorni 10-20,30; Ingresso:libero Info: 0961/84342 â 741257 Catalogo:Electa con testi in italiano e inglese Info:www.provincia.catanzaro.it Ufficio Stampa: STUDIO ESSECI â Sergio Campagnolo, tel. 049 663499; fax 049 655098 info@studioesseci.net www.studioesseci.net Ufficio stampa Electa: tel. 02.21563433; fax 02.21563314 elestamp@mondadori.it Immagini: Mimmo Paladino, Senza titolo, (Testimoni) , 1998, e Elmo, 1995, particolare dellâinstallazione al teatro romano Tony Cragg, Cast Glances, 2002, bronzo, 250x160x200 cm, opera esposta nel foro romano Jan Fabre, Lâuomo che misura le nuvole, 1998, 285x120x80, opera collocata alla Basilica di Santa Maria della Roccella |