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Kassel, oggi l’opening della tredicesima dOCUMENTA. Con presentazione delle linee guida della manifestazione, anteprime di progetti più o meno convincenti e una performance di Fabio Mauri |

di - 6 Giugno 2012
Una dOCUMENTA diffusa, che oggi apre le danze agli addetti ai lavori in attesa dell’opening di sabato. Presentate le linee guida e i quattro luoghi che interesseranno la manifestazione (per saperne di più vi rimandiamo al Primo Piano “Tutte le parole di dOCUMENTA”), ma anche alcuni progetti di questa edizione che si annuncia come una rivelazione del panorama contemporaneo e delle sue tensioni. Abraham Cruzvillega, artista messicano dall’impronta “assemblages”, presenta oggi le sue “attività non produttive”, azioni cominciate in un aeroporto parigino nel 2011, che si svolgeranno a Kassel senza nessun calendario e senza nessuna anticipazione: i visitatori occasionali saranno gli unici testimoni.
Un appuntamento che invece si svolgerà tutti i mercoledì è l’incontro con lo storico Gunnar Richter che racconterà, in una casa al parco Karlsaue, i fatti del campo di concentramento di Breitenau, a partire proprio dal collegamento tra il centro di Kassel e il vecchio sito della seconda guerra mondiale, a 15 chilometri a sud della cittadina.
Sempre al parco, come parte della sua esposizione “Hypnotic”, l’artista Marcos Lutyens darà corpo a una serie di sessioni di ipnosi, sia individuali che per gruppi. Le “camere di riflessione”, gli ambienti delle sedute in questi giorni di opening, consistono in due case “specchianti”: mentre una sta in piedi, l’altra è a testa in giù. Una visualizzazione dello stato della mente quando si è sotto ipnosi. La casa a specchio è liberamente accessibile ai visitatori come uno spazio per pensare e riflettere sul subconscio.
Nel tardo pomeriggio, e fino al prossimo 11 giugno, sarà invece protagonista un italiano: in occasione di dOCUMENTA, con pochi giorni di anticipo sull’apertura della retrospettiva di Palazzo Reale a Milano, a cura di Francesca Alfano Miglietti (il 18 giugno), sarà presentata la performance “Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Concerto da tavolo” del 1989, di Fabio Mauri. Personaggio chiave della performance, Heidegger rappresenta il pensiero filosofico, la cultura e la lingua tedesca a confronto con il resto del mondo all’avvento del Nazismo. Durante la performance vengono suonati brani di classici tedeschi e l’elemento di disturbo è dato dall’inserimento di una voce isolata che recita un brano tratto dal Processo di Eichmann (il ‘conteggio economico’ sul cadavere di una vittima del campo di concentramento, durante il quale vengono elencati i valori delle singole parti anatomiche dell’individuo). In conclusione, l’autore dà lettura del suo testo “Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca”, ove riprende la tesi, più volte affrontata, riguardante l’identità tra pensiero tedesco e pensiero europeo nel cruciale decennio 1930-1940. Per riflettere sull’esistenza, all’interno della cultura tedesca -e di conseguenza europea- di un incolmabile dislivello tra la sfera più eccelsa del pensiero e l’abissale caduta, tuttora enigmatica, di cui quella stessa società può essere capace. Un ottimo modo per iniziare una dissertazione sul contemporaneo.

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