Una mostra particolarmente intensa quella di Om Bosser nelle sale espositive della ‘Libreria del mare’ di Palermo. E’ l’opera di un viaggiatore, che si ferma per scrivere le sue impressioni, le sue solitarie riflessioni sulla strada percorsa e le esperienze di vita lasciate alle spalle. Accanto a monotipi eseguiti con una tecnica molto particolare, nella quale utilizza colori ad olio e la pressione di una punta, troviamo delle opere di grafica e dei dipinti a colori acrilici realizzati su plexiglass, di sapore metafisico. L’essenzialità sembra essere la cifra distintiva del lavoro di Om Bosser, che è fondamentalmente più pensiero che materia.La figura è voluta e cercata, ma null’altro che come tracce della memoria, accennate come un ricordo remoto e stanco, eppure rilevante e denso di riflessione.
Estrema importanza riflette poi la parola, il titolo delle opere spesso è lungo ed evocativo.Si pensi ad esempio a In Paris in a long dark winter del 1971, oppure I have not lain with beauty all my life, sempre dello stesso anno.Il titolo è narrativo e non solo esplicativo.Talora l’opera sottende qualche sottile teoria psicoanalitica che ci riporta alla figura complessa di Bosser, omeopata, orientalista, esoterista e intimo amico di grandi intellettuali europei come il filosofo Cioran e lo psicoanalista Lacan. Il catalogo della mostra è introdotto da alcune liriche inedite del poeta Aldo Gerbino, dal titolo ‘Per mare, per Sirene’.
Ugo Giuliani
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