Al Palazzo delle Papesse si festeggia il Natale aggiungendo un tassello alla mostra Collezionismi già allestita da un paio di mesi nel Centro di Arte Contemporanea di Siena.
L’esposizione ‘The Original Shell Collectors’ è un campionario di conchiglie del tutto particolari, la razza è quella delle Xenophore, raccolte nella collezione dell’architetto Italo Rota. Le conchiglie sono state collocate nell’atrio del Palazzo all’interno di un suggestivo allestimento fatto da alberi di Natale decorati dalle immagini delle conchiglie stesse. Interessante il dialogo che i gasteropodi instaurano con il pavimento dell’atrio rivestito da Botto&Bruno con immagini di pozzanghere grazie alle quali le conchiglie sembrano per un istante tornare sui fondali marini, loro habitat naturale. Nella seconda sala dedicata a questa esposizione sono in mostra dei trattati settecenteschi sulle conchiglie provenienti dalla Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena. Il collezionare conchiglie peraltro sembra risalire fin dalla antichità più remota, sembra addirittura che appartenesse a Plinio (che di queste bestiole aveva parlato anche nel suo Naturalis Historia) la collezione rirtovata a Pompei. Le conchiglie sono poi state sempre protagoniste delle nature morte dipinte dagli artisti a partire dal ‘500 fino alla metafisicità di de Chirico arrivando alle meravigliose tele di Morandi .
Osservando le Xenophore collocate nelle teche trasparenti nell’atrio delle Papesse ci rendiamo conto che nella collezione di conchiglie di Italo Rota sono contenute tante ulteriori collezioni per ogni pezzo esposto. Già il nome Xenophore (dal greco xeno= straniero e phore= portatore) ci indica che questi animali passano la loro vita ad accumulare (collezionare!) sulla loro struttura originaria altre conchigliette, pezzi di cristallo, minerali di ogni genere. Così con una specie di rito le Xenophore trovano il pezzo da collezionare, lo isolano, lo agglutinano con una specie di colla e quindi lo cementano al loro dorso. Questa operazione fa di ogni Xenophora un museo/collezione vivente dotato di un fascino misterioso ed arcaico e di una bellezza baroccheggiante.
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massimiliano tonelli
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bellissima recensione, bravo tonelli!