Reduci da importanti mostre personali in gallerie private rispettivamente a Roma ed a Firenze, il tedesco Elger Esser ed il modenese Olivo Barbieri s’incontrano a Siena.
Cosa ci potrebbe esser di più banale, di più ‘visto’, di
Trasferitisi a Siena per alcuni giorni durante lo scorso luglio, i due autori hanno proceduto autonomamente ma in parallelo. La città ed i suoi monumenti per Olivo, i dintorni e la provincia per Elger.
Elger Esser (Stoccarda, 1967), fotografo tedesco formatosi a Roma, sta lavorando negli ultimi anni attorno all’idea di Grand Tour. Le sue immagini sono il frutto, quasi la documentazione, di un percorso intellettuale da Goethe del terzo millennio. E’ stato a Matera, a Venezia ed oggi percorre con la sua auto d’epoca l’oceano di colline della provincia di Siena. Ed è proprio questa vettura, rigorosamente targata Dortmund, il filo
Quelle di Olivo Barbieri (Carpi, 1954) sono immagini incerte, visioni insicure, prospettive inusitate capaci di sviare la percezione e di giocare sul confine che separa la realtà dalla sua icona. Il Duomo di Siena diventa maquette, plastico in scala di se stesso. La folla che gremisce Piazza del Campo pare, d’un tratto, artificiale corollario umano ad un qualsiasi progetto architettonico. Nelle foto di Olivo tutto sembra finto, ricostruito, riadattato. I soggetti, elementi urbani o umani, prescindono la loro collocazione naturale; vivono in oasi cromatiche – più o meno ampie – che chiedono spazio ad ampie campiture sfocate. Da Roma a Nuova Delhi, da Tokio a Shanghai fino a Seattle Barbieri punta il suo obiettivo sulla realtà, ne accentua – per paradosso – le caratteristiche irreali e restituisce immagini spiazzanti che mescolano un’estetica glamour ad una brusca sensazione di risveglio post-incubo.
Ed è proprio un lavoro di Olivo Barbieri, doppia visione della basilica di San Galgano dai cromatismi ipertrofici collocato dalla curatrice al centro dell’esposizione,
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