Quattro sono, in Toscana i venti cardinali, e sono il Grecale, il Libeccio, lo Scirocco, e il Tramontano. (Curzio Malaparte, Maledetti Toscani)
“Negli ultimi anni abbiamo avuto una notevole crescita economica, si tratta ora di averne una culturale”. Quanti amministratori governano le istituzioni con uno spirito simile? La frase appartiene a Rossano Galli, sindaco di Manciano, borgo etrusco/medievale di settemila anime sulle colline della bassa Maremma.
E’ proprio nel comune di Manciano che si svolge una kermesse che, partendo da un’insolita esposizione d’arte contemporanea, tocca i temi dell’enologia, della gastronomia locale, dell’accoglienza turistica, della storia, del paesaggio e del territorio.
Se i metafisici scatti della de Pietri in una ex cava di travertino – silenziosa ma vivissima – confermano la straordinaria capacità che l’artista ha di relazionarsi con la natura, la potenza espressiva della videoinstallazione di Sara Rossi è sorprendente. La giovane milanese ha riesumato vecchi stornelli, abiti tradizionali, movenze e rituali arcaici di una messinscena bucolica, proiettando tutto sulla parete di fondo di
Rute Rosas (Portogallo, 1972) ha eseguito una performance di più giorni durante la quale ha distribuito nelle cassette postali mancianesi una lettera contenente un adesivo con raffigurata un mano (diretto rimando allo stemma della cittadina) ed un sole uguale a quello che l’artista ha tatuato su un braccio. Il video della performance, proiettato in una stanza di bambagia, accentua l’aura intima del lavoro. Ugualmente intima e poetica è la realizzazione del disegnatore bolzanino Paul Thuile (1959) che replica sulle pareti di un appartamento abitato elementi d’arredo domestico: un lavandino, una finestra… Sejla Kameric (Sarajevo, 1976) prende spunto dai prodotti del territorio che la ospita per condurre lo spettatore all’interno del suo vissuto drammatico. La mostra è stata inaugurata esattamente nove anni dopo l’uccisione di suo padre a Sarajevo.
Riflettono sul paesaggio e sull’architettura le opere di Perino&Vele, Hans Winkler (che indaga i cliché alimentari che contrappongono l’Italia e la sua Germania), Peter de Cupere, Filo Art; mentre vertono su temi sociali i lavori di Alberto Zanazzo e Leonardo Pivi che cinge il capo di un cipresso con un teschio in mosaico eburneo; l’installazione, collocata in posizione dominante rispetto alla piazza centrale di Manciano, è una macabra sentinella a guardia della rocca comunale. Il percorso espositivo si sposta a questo punto nella termale Saturnia (un’istallazione del francese Hubert Duprat) e nel borgo-gioiello Montemerano dove alloggia il terribile angelo dalle ali a forma di macchia della tedesca Pia Stadtbaumer.
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