Riuscire a far evolvere continuamente la propria ricerca pur rimanendo assolutamente riconoscibile. E’ la sfida che ad ogni esposizione vince l’artista parigino Daniel Buren (Boulogne-Billancourt, 1938). La sua mostra allestita presso la dependance della Galleria Continua è prova cristallina di tutto ciò.
Il suo marchio di fabbrica è ormai da anni una teoria di liste verticali variamente colorate che delimitano e individuano un territorio, una stanza, un ambiente. E’ lì che “c’è l’arte”, dice Buren. L’intervento dell’artista come avvertimento, dunque; come segnale; come indicatore univico di energia artistica.
Nel piccolo spazio in via Arco de Becci, che dista pochi metri dal grande ex cinema dove ha sede la galleria, Buren è intervenuto con attitutine
Per concludere ci sentiamo di segnalare una certa predilezione dell’artista francese per la terra di Toscana. E’ qui che ha realizzato un suo indimenticabile intervento come le bandiere sul cassero di Poggibonsi nel ‘99, ed è ancora qui che ha ripensato le sale del Castello di Linari nel 2001. E sempre in Italia, questa volta non in Toscana ma a Palermo, nella chiesa dello Spasimo, ha realizzato un intervento che possiamo considerare come il precedessore formale di questo.
La nuova installazione sangimignanese di Daniel Buren verrà distrutta in settembre. Tutto si rigenera e si rinnova. Proprio come l’eccezionale verve artistica di uno tra i migliori artisti di Francia.
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