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fino al 26.IX.2003 | Daniel Buren – il soffitto arlecchino | San Gimignano, Galleria Continua

di - 13 Maggio 2003

Riuscire a far evolvere continuamente la propria ricerca pur rimanendo assolutamente riconoscibile. E’ la sfida che ad ogni esposizione vince l’artista parigino Daniel Buren (Boulogne-Billancourt, 1938). La sua mostra allestita presso la dependance della Galleria Continua è prova cristallina di tutto ciò.
Il suo marchio di fabbrica è ormai da anni una teoria di liste verticali variamente colorate che delimitano e individuano un territorio, una stanza, un ambiente. E’ lì che “c’è l’arte”, dice Buren. L’intervento dell’artista come avvertimento, dunque; come segnale; come indicatore univico di energia artistica.
Nel piccolo spazio in via Arco de Becci, che dista pochi metri dal grande ex cinema dove ha sede la galleria, Buren è intervenuto con attitutine ambiental-architettonica. La grande installazione è in fin dei conti un soffitto “a cassettoni” ipercolorati. Una controsoffittatura dai cromatismi accesi che diffondono tagli di luce giocattolo in tutto l’ambiente e ancora fuori dalle finestre. I pannelli blu, rossi e gialli sono sorretti da una infinita selva di travicelli grezzi. Danno slanciata verticalità al piccolo ambiente espositivo. Sono la declinazione ultima del segno, del marchio snello di Daniel Buren come dicevamo sopra. Sono il punto di congiunzione tra l’arte visiva e l’architettura, il nodo concettuale e formale che lega la classica produzione di Buren (quella precedente agli anni ’90) a quella più attuale, caratterizzata dall’uso dell’installazione in situ e dalla presa in prestito di stilemi architettonici. Sono il medium che, assieme ad un enorme specchio-parete sul fondo, permettono all’artista di alterare completamente la percezione e di ricreare la suggestione di un infinito soffitto arlecchino.
Per concludere ci sentiamo di segnalare una certa predilezione dell’artista francese per la terra di Toscana. E’ qui che ha realizzato un suo indimenticabile intervento come le bandiere sul cassero di Poggibonsi nel ‘99, ed è ancora qui che ha ripensato le sale del Castello di Linari nel 2001. E sempre in Italia, questa volta non in Toscana ma a Palermo, nella chiesa dello Spasimo, ha realizzato un intervento che possiamo considerare come il precedessore formale di questo.
La nuova installazione sangimignanese di Daniel Buren verrà distrutta in settembre. Tutto si rigenera e si rinnova. Proprio come l’eccezionale verve artistica di uno tra i migliori artisti di Francia.

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GALLERIA CONTINUA, via arco de becci, mar_sab 14-19 e su appuntamento, 390577943134, continu@tin.it, www.galleriacontinua.com, Ufficio Stampa: Rosi Fontana 050-9711343, r.fontana@tin.it

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