Ci potrebbe essere posto migliore di un ex-ospedale per ospitare una mostra sulla storia di una casa farmaceutica? E’ quello che è stato fatto presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena dove è stata allestita l’esposizione “Siena la città laboratorio “.
La mostra cerca di ripercorrere questa particolare storia aziendale attraverso dipinti, filmati, foto, ricostruzioni d’ambienti, documenti. E’ riproposta insomma tutta la storia dell’Istituto Sclavo di Siena, una delle maggiori industrie farmaceutiche italiane dagli anni ’30. Un percorso parallelo tra storia della scienza e storia dell’industria che a visto fiorire la specializzazione farmaceutica a Siena sull’onda delle grandi scoperte scientifiche del periodo. La storia inizia attorno al 1755 quando nell’allora Ospedale di Santa Maria della Scala s’iniziarono a curare tre casi di vaiolo per arrivare agli anni ’30 del nostro secolo quando nella città toscana nacque l’Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno Toscano poi diventato Sclavo. Ma il vero periodo di fulgore furono gli anni ’60 quando l’istituto ospitò Albert Sabin , scopritore del vaccino antipoliomelite, il quale decise dare all’azienda senese l’incarico di produrre la sua invenzione. Inutile rilevare l’importanza che questo genere di vaccini ebbe per l’Italia e per tutto il mondo.
In concomitanza con l’inaugurazione della mostra si è tenuta nei locali del Santa Maria della Scala una conferenza sul passato ed il futuro dei vaccini. La mostra si è svolta con la collaborazione dell’Università degli studi di Siena e della Chiron Vaccines (ex Sclavo).
massimiliano tonelli
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