Fra le opere della mostra Gotico sulle vie di Francia. Opere dal Museo Civico di Torino, gli occhi si aprono davvero meravigliati e incuriositi. Contemplazione, silenzio e lettura sembrano scandire naturalmente un itinerario visivo che intreccia forti impressioni estetiche, meditati pensieri religiosi, inattesi racconti per immagini.
La mostra -oltre a suggellare la stretta collaborazione avviata fra Palazzo Madama di Torino e Santa Maria della Scala di Siena (gran parte delle opere esposte provengono dalle collezioni civiche torinesi)- si rivela profondamente significativa ed eloquente sin dal ricciolo limosino di pastorale, esposto allâingresso.
Paliotti, ornamenti, dossali di coro, tavolette, statue e codici presentano al visitatore un ricchissimo patrimonio per lâarte e per la storia dal Duecento al Cinquecento. Ă unâarte eclettica, vivace, che si alimenta di continui apporti e riflessioni. Ă una storia altrettanto intensa e varia, che costruisce le proprie vicende in unâEuropa costellata di corti principesche, botteghe e monasteri.
Il mondo del Piemonte e della Val dâAosta di quei secoli è esemplare testimone di un fervore politico e religioso che collega in maniera eccezionale Francia, Spagna, Fiandre e Italia. Commerci e pellegrinaggi tessono reti fittissime sulla cartina di tutta lâEuropa: molte persone viaggiano da un paese allâaltro, portando con sĂŠ bagagli di oggetti, di idee e di tradizioni. E itineranti sono, di conseguenza, anche gli artisti e le opere. Antoine de Lonhy, originario di Tolosa, passa dalla Spagna alla Francia e al Piemonte; insieme a lui Rogier van der Weiden e molti altri artisti girovagano dai paesi del Nord Europa al Mediterraneo, al servizio di prĂŹncipi, mecenati, ordini religiosi, mercanti. Gli stili si mettono a confronto: fra identitĂ e influenze, le opere raccontano una âstoria dellâarteâ che è insieme locale ed europea.
Le Alpi sono, nella mappa tracciata, âcrocevia e punto dâincontro delle tendenze artisticheâ (come scrive Enrico Castelnuovo); luogo di passaggio delle vie commerciali e religiose; area di scambio per nobili, pellegrini e mercanti.
Le opere in mostra a Siena raccontano proprio la storia di queste terre, dispiegata nei vivacissimi colori degli sfondi e delle vesti, nelle intense espressivitĂ dei santi locali (posti a fianco dei santi âuniversaliâ), nelle pose delle figure, alternativamente provinciali o aggiornate e innovative.
Lo sguardo allora corre -colpito dalle squillanti cromĂŹe e dalle profonde devozioni- tra sculture lignee e apparati dâaltare, tra prodotti orafi e miniature.
San Pantaleone narra le sue vicende, accese dâoro, di rosso e di blu; la Madonna tiene in grembo il Bambino, virgo humilitatis e nel contempo sedes sapientiae; figure bibliche rievocano affascinanti profezie e vicende dellâAntico Testamento.
Insieme ai pellegrini, ai viandanti e ai commercianti, sfila davanti agli occhi del pubblico un corteo di santi e di personaggi che racconta credenze religiose e influenze artistiche. Temi, forme e stili si intervallano nel quadro di una unica affascinante narrazione: la mostra si rivela una grande sola opera, affresco vivace e realistico di un tempo e di un luogo.
Valentina Zucchi
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