Dopo un tour mondiale, una settantina di disegni -ai quali si uniscono una ventina fra incisioni, dipinti e sculture- tornano a Siena. Le opere, quasi del tutto inedite e poco conosciute anche dagli esperti, provengono da molte collezioni cittadine di grande prestigio come la Chigiana, l’Archivio di Stato, il Monte dei Paschi e qualche collezione privata.
Piccoli capolavori incompiuti, dai quali è possibile percepire la vena creativa, lo sforzo degli artisti di tradurre in disegno le idee proprie e quelle del committente. Opere
Non mancano piacevoli sorprese. Come la presenza di due progetti per macchine belliche, ideati da Francesco di Giorgio che fanno da modello per tutti gli artisti operanti nel ‘500. Si prosegue con Domenico Beccafumi, di cui in città si trova un solo studio di certa attribuzione, il bozzetto per la testa di un uomo. L’attività grafica nella Siena della prima metà del ‘500 è illustrata anche da Vincenzo Tamagni presente con lo Studio per la Pietà, realizzato a penna e inchiostro bruno e da Bartolomeo Neroni detto “il Riccio”, entrambi seguaci del più noto Sodoma. Negli anni Settanta del ‘500 Prospero Antichi, bresciano di nascita, riprende la lezione grafica di Beccafumi comprendendone la grandezza e riproducendone le forme delicatamente evanescenti.
Si continua con i naturalisti di primo ‘600, Rutilio Manetti e Francesco Rustici, di cui per la prima volta viene presentata l’intensa produzione grafica. Il Manetti fu forse l’astro più luminoso della pittura del primo ‘600 a Siena e, pur assumendo sempre più connotati caravaggeschi, non abbandonò mai la pratica del disegno.
Si giunge poi ai barocchi Raffaello Vanni, Bernardino Mei e Deifebo Burbarini presenti con una ventina di studi, tra cui va ricordato il suggestivo Studio per Ercole ed Atlante che sorreggono l’Universo realizzato dal Mei e di proprietà della Biblioteca Comunale.
Si arriva all’età del recupero del classicismo e del manierismo della prima metà del sec. XVI, con opere del pittore Capanna poco noto anche al pubblico senese.
Coraggiosa scelta del Comune di Siena di realizzare un bel catalogo scritto dal curatore della mostra, lo storico dell’arte senese Marco Ciampolini, nel quale viene presa in rassegna tutta la problematica del disegno a Siena tra ‘400 e ‘700.
alessandra marzuoli
mostra visitata il 3 luglio 2003
A cinquant’anni dalla Biennale Arte 1976, la Biennale di Venezia ripercorre il progetto di Janus dedicato a Man Ray, trasformando…
L'uscita del numero di exibart 131 è stata l'occasione di un'analisi su censura e soft power oggi. Un momento necessario…
Curata da Catherine Nichols, la Biennale di Lione 2026 esplorerà il legame tra economia e arte, ispirandosi al pensiero di…
Un nuovo spazio su exibart, promosso da DUAL Italia, interamente dedicato al collezionismo e al mercato dell’arte. Ecco la visione…
Allo showroom Gaggenau di Milano, una mostra di Betty Salluce apre un nuovo punto di vista sul rapporto tra corpo…
Dopo dieci anni, William Kentridge e Philip Miller tornano a Roma con BREATHE DISSOLVE RETURN, cine-concerto immersivo ospitato nella galleria…
Visualizza commenti
Si tratta di una interessantissima mostra che offre un'esaustiva panoramica sul disegno senese e che ci auguriamo possa risvegliare l'interesse sul disegno moderno della città di Siena, che al pari della meglio conosciuta arte pittorica, getta nuova luce sulla altissima produzione artistica di questa città. Personalmente ho compiuto in quasi due anni la ricostruzione della attività grafica di un grande disegnatore del XVI , Bernardino Mei e che ha trovato un posto di prim'ordine in questa mostra con diversi disegni anche preparatori ad una serie di incisioni per la famiglia CHigi. I migliori auguri di successo al Dott. Ciampolini, curatore della mostra.