Circa un anno fa il gallerista senese Alessandro Bagnai fu l’artefice del repentino successo di mercato e non solo dei Dormice, gruppo di artisti internazionali che lavora a sei mani su grandi formati a soggetto realista e pop.
Se il 2000 è stato l’anno dei Dormice il 2001 sarà quello di Roberto Barni , scultore pistoiese classe 1939, che festeggia in questi mesi i quarant’anni di carriera (con tre Biennali all’attivo negli anni ottanta). La mostra, allestita presso gli spazi della galleria con piacevoli incursioni in varie zone della città, è degno corollario alla pubblicazione di un grande volume (edito da Gli Ori a cura di Alberto Boatto, Bruno Corà e Giorgio Cortenova) che ripercorre il lavoro del maestro. La mostra, inaugurata durante i festeggiamenti del Palio di luglio, presenta circa 15 opere di bronzo frutto degli ultimi due anni di lavoro dello scultore toscano. La riflessione è nettamente attorno alla figura umana e all’essenza dell’uomo; un’analisi esistenziale della vita che produce forme angoscianti e metafisiche. Delle sagome ieratiche marciano follemente ma ordinatamente sul ciglio di improbabili voragini, altri uomini remano l’uno contro
Il profilo dell’uomo, inteso in un approccio metonimico come rappresentate di tutta la specie umana, è dunque onnipresente nel lavoro di Roberto Barni. La condizione umana viene lucidamente rappresentata con una lieve forma di distacco, l’obiettivo non pare essere quello di rispondere a degli interrogativi, ma quello di rappresentarne tutta la problematicità. Gli atteggiamenti contraddittori degli uomini di Barni sembrano tuttavia evolvere con il passare degli anni: le bende che coprivano gli occhi dei soggetti sono scomparse in queste ultime realizzazioni.
Equilibri metafisici e fissità sacrale dello sguardo sono le caratteristiche delle opere dello scultore installate in città. In particolare quelle collocate nelle rinascimentali ‘Logge del Papa’ sono state affettuosamente prese di mira dai contradaioli del Leocorno che, dopo la vittoria nel Palio del 2 luglio, hanno ricoperto le opere con gli fazzoletti e coccarde della contrada. La contrada vittoriosa non si è dimenticata invitare a cena, la sera della vittoria, il creatore delle bronzee mascotte.
massimiliano tonelli
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