Si è concluso il sondaggio che Exibart ha dedicato al mondo dei centri d’arte contemporanea in Italia.
Il nostro paese è da sempre in cronico ritardo rispetto alle nazioni nordeuropee o nordamericane nella costituzione e nella gestione di spazi dedicati al contemporaneo, tuttavia alcuni casi emergono anche a livello internazionale. Queste aree di eccellenza sono state inserite in un sondaggio che ha visto rivaleggiare il Castello di Rivoli, il Palazzo delle Papesse, il Museo Pecci di Prato, il Pac di Milano, il costituendo centro per le arti contemporanee di Roma e il FlashArt Museum di Trevi, unico esempio di spazio totalmente privato.
Si è trattato di una competizione tra centri eterogenei per vocazione, grandezza, interessi, data di costituzione (Rivoli è attivo dal 1984 mentre il CAC di Roma praticamente non esiste ancora); nonostante il tema un po’ particolare (non tutti i lettori sono esperti di arte contemporanea e sono in grado quindi di esprimere un giudizio) la partecipazione è stata comunque alta, il risultato dunque è ufficiale e qualificato: il Palazzo delle Papesse è considerato dal Popolo dell’Arte (così abbiamo imparato a chiamare i lettori di Exibart) il miglior centro d’arte contemporanea in Italia.
Si è trattato per la verità di una vera e propria gara che ha visto in testa il Castello di Rivoli per alcuni giorni, all’inizio del sondaggio. Nell’arco di due giornate e mezzo poi il Palazzo delle Papesse, forse lanciato dall’inaugurazione della mostra sulla Germania allestita in questi giorni a Siena, ha recuperato terreno fino a distanziare il museo piemontese di 10 punti percentuali. Negli ultimi giorni del sondaggio Rivoli ha tentato un recupero graduale ma la corsa si è chiusa con il centro senese in vantaggio di 4 punti.
Gli altri musei sono stati sempre nelle posizioni di retrovie ricevendo pochissimi voti.
Alcune riflessioni sono d’obbligo, per riflessioni ulteriori vi rimandiamo poi al forum che, durante il sondaggio, ha raccolto commenti e impressioni dei lettori.
Ha vinto il centro che si trova in una delle città più piccole rappresentate nel sondaggio. Si potrebbe dire insomma che Siena ha primeggiato davanti a ‘colossi’ come Torino, Milano e Roma.
Ha vinto il centro di più recente costituzione, le Papesse insomma sono state capaci in due anni di crearsi una notorietà a livello nazionale.
Il grande merito va comunque a Sergio Risaliti e a tutto lo staff delle Papesse che nel sonnacchioso panorama italiano degli anni ‘90 ha segnato un prima e un dopo. A nostro parere questo ruolo di cesura tra epoche si accentuerà sempre di più nei prossimi anni e già oggi, negli anni 2000, il museo inizia a portare a Siena i primi risultati prestigiosi.
Il nostro sondaggio infatti sarà la prima edizione di un premio che intendiamo ripetere ogni anno e che indicherà i gusti e la percezione del Popolo dell’Arte sugli spazi espositivi italiani.
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massimiliano tonelli
[exibart]
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