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A Napoli, i concerti del Teatro Sannazaro iniziano con Karlheinz Stockhausen, il mistico

di - 24 Ottobre 2017
La lunga stagione di concerti al Teatro Sannazzaro ha avuto inizio il 22 ottobre ma l’Associazione Alessandro Scarlatti ha dato il via alla programmazione di eventi già dall’inizio del mese, con l’ausilio del contenitore dedicato ai nuovi linguaggi musicali: Scarlatti Contemporanea. Il 14 e 15 ottobre, si sono svolti due concerti dedicati alla figura di Karlheinz Stockhausen, uno dei compositori più influenti del Novecento scomparso 10 anni fa.
La due giorni, svoltasi alla Domus Ars, è stata un’occasione più unica che rara, in un contesto come quello partenopeo dove troppo poco spesso viene dato modo di ascoltare una scuola che per quanto relativamente “vecchia” ha ancora moltissimo da far imparare.
La prima serata è stata intitolata “Stockhausen il mistico”. Oltre a Michele Marelli, clarinetto e corno di bassetto è stato coinvolto l’ensemble Dissonanzen formato da Tommaso Rossi, flauti; Marco Sannini, tromba; Ciro Longobardi, pianoforte ed elettronica; Francesco D’Errico, pianoforte ed elettronica. Alla regia del suono, Agostino Di Scipio. La prima composizione ascoltata è stata Traum Formel, eseguita dal solo Marelli che da subito ha ricordato al pubblico che sperimentare non vuol dire bandire del tutto il suono così come si è abituati a riconoscerlo. Successivamente, Marelli ha raccontato brevemente del suo rapporto con Stockhausen, con il quale ha vissuto per un breve periodo e collaborato a lungo, abbastanza da poter essere apprezzato al punto da fare sì che il compositore scrivesse dei brani pensati appositamente per lui. In questo rapporto collaborativo Marelli ha potuto apprendere quanto nell’esecuzione dei brani del compositore tedesco sia importante lo spazio percorso e i movimenti assegnati minuziosamente – mediante una sorta di partitura visiva – al musicista. Successivamente, sono stati eseguiti Aus den Sieben Tagen e Uversa (dai Klang), due composizioni in cui è stato più evidente il motivo del titolo del programma della serata che richiamava al misticismo. Nel primo caso, gli esecutori sono stati chiamati a partecipare alla ricerca tra spirito e materia; nel secondo, il misticismo è da ricercare nel testo e nella struttura della composizione basata sul Libro di Urantia, un testo che discute di scienze, cosmologia, storia e religione.
Il concerto del 15 ottobre, intitolato “Stockhausen il rivoluzionario”, ha lasciato spazio a musicisti più giovani. Il primo, Aldo Roberto Pessolano, già diplomato in pianoforte e attualmente studente di composizione, si è misurato con il Klavierstuck IX del ’54. In seguito, con l’ausilio della regia del suono affidata a Di Scipio, si è svolto l’ascolto di Gesang der Junglinge per nastro magnetico e quattro canali. Durante l’ascolto è possibile constatare quanto affermato all’inizio della serata dal Maestro: ogni elemento è un fattore cruciale in un’esecuzione o nel fare regia del suono e il parlare di musica elettronica non si traduce nell’avere a che fare necessariamente con qualcosa di già predisposto. A concludere l’iniziativa, l’Ensemble Elettroaqustica formato da quattro giovani studenti del conservatorio di L’Aquila: Gabriele Boccio; Lorenzo Canzonetti; Stefano Giacometti e Daniel Scorranese. I quattro si sono cimentati nell’esecuzione di Mikrophonie I per tam-tam, due microfoni, due filtri e potenziometri.
Oltre alla funzione didattica che hanno eventi del genere, ciò che è stato particolarmente importante è capire che c’è la necessità di imparare da una scuola di pensiero della musica elettronica che privilegia una ricerca innanzitutto sul suono, sui timbri e sulla ritmica. Poi viene il concettuale. Si tratta di un dato di fatto riscontrato anche nell’ascolto delle composizioni di un mostro sacro come Stockhausen, i cui brani riuscivano ad accattivare l’attenzione del pubblico, composto da addetti ai lavori e non, soprattutto nei momenti in cui era la prassi a far da padrona. (Ambra Benvenuto)

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