Davanti a sei vagoni appositamente allestiti attorno, e dentro di essi, un attore conduce per 90 spettatori il viaggio che ripercorre lo sterminio perpetrato dai Nazifascisti durante la Seconda Guerra Mondiale, un tragitto verso i Lager che per molti fu un viaggio senza ritorno.
Una parte della narrazione e dell’allestimento varia di tappa in tappa per dare voce (anche attraverso le testimonianze di ex-deportati locali) alla storia della comunità coinvolta. Così il treno, non solo idealmente, cresce lungo la strada. Si fa contenitore di altre esperienze, di altri racconti, di altri nomi, di altri occhi, di altri linguaggi. Diventa il tramite tra la vicenda universale e le microstorie, tra il processo storico che ha tempi ed eventi che travalicano l’individuo e l’esperienza, limitata, ma unica e irripetibile, di ogni persona.
Il progetto, allestito a Torino nel 2001, è stato realizzato nel 2002 in 15
località del Piemonte. Nel 2003 è stato ripreso in
tutta la provincia di Torino e sono previste, dopo Roma, le piazze di
Ferrara, Carpi, Torino e Melfi.
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