Da oggi, vanno in scena le proposte della quarta edizione del festival Marradi Campana Infesta. Un’edizione in due tempi, che biennalizza il tema dello “(s)Cambio” con due appuntamenti: questo del 2017 e il prossimo, nel luglio del 2018. Prosegue così lo scambio tra l’artista Stefano Scheda e il suo paese natio, Marradi, Comune metropolitano di Firenze, con in programma «un vero e proprio work in progress per ampliare e rendere più proficuo l’incontro interdisciplinare con gli abitanti e gli artisti, conservando sempre un rapporto privilegiato ed elettivo col poeta marradese Dino Campana».
Scheda, accompagnato dalle artiste Mona Lisa Tina e Serena Piccinini, dal designer Francesco Benedetti e naturalmente dai suoi allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, ripropone in due giornate un format che ha conquistato il territorio. Il cuore è rappresentato dall’Urban Center, con la mostra “(s)Cambio. Alternative immaginarie”, collettiva che presenta i lavori degli allievi dell’Accademia. E, intorno, accade quello che di anno in anno è il germe per successive riflessioni, a partire dalle conferenze con ospiti sempre di pregio. Stasera al Teatro degli Animosi interverrà il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti sul tema del cambiamento in amore e sulle sue proprietà trasformative, con una relazione intitolata: “L’amore: che cosa ci si scambia e come ci cambia?”. Sabato, 8 luglio, sempre al Teatro, il programma prevede “Scambio in Opera- La visita”, uno spazio di discussione in merito alle opere esposte all’Urban Center, e l’incontro con il filosofo Erasmo Silvio Storace che presenterà “Meta(m)orphica” assieme ad Anna Ghidini, autrice di una serie grafica ispirata ai “Canti Orfici” del poeta Dino Campana. Poi sarà la volta di Anton Roca e Rosemary Rodrigues con la video installazione ELO la memoria dentro, lavoro nato dalla collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti di Bologna, con la mediazione di Giovanna Romualdi, e Rad’Art Project: si tratta di un’azione collettiva che invita un gruppo eterogeneo di persone a intrecciare i propri racconti di vita, predisponendosi alla creazione di una comunità temporanea.
Esattamente ciò che accade a Marradi ogni luglio, laddove «ancora in Toscana ma affacciati sulla terra di Romagna», si genera una collettività che si esprime e cambia in nome del contemporaneo. E anche se talvolta l’arte non parla chiaro, come accade altresì in amore, rappresenta un assoluto che consente di trasformare le convenzioni e riscrivere rapporti.
Qui le informazioni sul programma. (Cristina Principale)