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Andare per boschi, con Henri Thoreau e dieci artisti. Al via il progetto A Year in the woods

di - 12 Luglio 2017
Ricordare Henri David Thoreau oggi, a duecento anni esatti dalla sua nascita. Parliamo di “A Year in the woods”, un progetto promosso da Silvia Cini, Gino Gianuizzi ed Elisabetta Rattalino che, attraverso una piattaforma online, racconta e mette a confronto il lavoro di un gruppo di artisti e di critici, liberamente ispirati dal pensiero del filosofo e poeta statunitense.
A partire da oggi, il sito è attivo e pronto per raccogliere le testimonianze dei primi dieci interventi che, a cadenza mensile, saranno realizzati dalla stessa Cini e da Gianfranco Baruchello, Fabrizio Basso, Stefano Boccalini, Emilio Fantin, Stefania Galegati Shines, Michael Höpfer, Claudia Losi, Anthony Schrag, Alan Sonfist e Luca Vitone. Un progetto artistico e multidisciplinare che nasce dal bisogno di una riflessione condivisa su tematiche d’attualità, in linea con il pensiero precursore di Thoreau, tra i precursori della ricerca dell’intima essenza dell’essere umano e anticipatore, nei suoi scritti, di quegli argomenti poi confluiti nelle teorie della decrescita e delle lotte ambientaliste.
Silvia Cini ci racconta come A Year in the woods sia un progetto nato «In modo veloce e istintivo da una conversazione tra me e Gino Gianuizzi, in cui scherzando, visto che ero in quel momento bloccata su una sedia a rotelle, ironizzavo su uno dei testi centrali di Thoreau: “Camminare”. Nello scarto di poche battute mi sono resa conto che eravamo a un passo dal bicentenario. Controllando on line ho capito che non sarebbe stato ricordato, più che mai se si pensa alla sua contemporaneità nell’era Trump. L’idea di festeggiare questa personalità centrale e al contempo trasversale nella cultura americana, che ha influenzato dai beat a Cage, passando per Duchamp e creare un percorso al mese è nata in un attimo con gli artisti coinvolti, che scherzosamente chiamo “gli amici di primo grado”, compagni storici di lavoro, con cui ci conosciamo da vent’anni, e con i quali è bastato quindi un giro di chiamate perché nascesse una struttura spontanea, orizzontale e non verticistica, proprio come la struttura di una pianta che a differenza di un animale può vivere indipendente in ognuna delle sue parti». Ed è questa solo la genesi di un progetto pronto a crescere ed espandersi e di cui, siamo sicuri, torneremo a parlare presto. Chi volesse saperne di più, può dare un’occhiata qui. (Leonardo Regano)

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