Un monologo senza respiro, un fiume dirompente di parole. Al centro della scena un uomo, giunto dalla periferia di tutte le metropoli, che prova a riconoscersi in un mondo notturno, visionario. Sullo sondo la foresta del lontano Nicaragua, idilliaco territorio in cui, nella corsa sfrenata incontro a un sogno, sembrano non esistere eserciti, né controllo. Da un celebre testo del drammaturgo francese
Bernard-Marie Koltès prende vita
La notte poco prima della foresta, spettacolo diretto da
Juan Diego Puerta Lopez – giovane regista e coreografo, interessante esponente del teatro d’avanguardia colombiano – e interpretato da
Claudio Santamaria, tra i volti più apprezzati del nuovo cinema d’autore italiano.
Conclusasi la scorsa tournée invernale, consacrata da ottimi successi in tutt’Italia, lo spettacolo ricomincia il suo giro attraverso i teatri della penisola. E si parte proprio dalla punta più estrema dello stivale, con l’unica data siciliana prevista a Palermo, al Nuovo Teatro Montevergini. A impreziosire la mise en scéne, oltre alle musiche originali di
Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e all’installazione sonora di
Giuliano Lombardo, un intervento artistico, affidato proprio a una catenese. È infatti opera di
Loredana Longo l’allestimento scenico, un emozionante paesaggio di detriti che, in linea con quell’”estetica della distruzione” che ha reso celebre le azioni della Longo – letteralmente “esplosive” -, racconta del crollo di un’abitazione: un piano che viene giù e lascia, tra memorie malinconiche e orrore silenzioso, un senso di vuoto e di sospensione in cui si condensano il gesto e la parola. In un incontro suggestivo fra teatro e arte contemporanea. (
helga marsala)