Nuovo stop romano per il filosofo e storico dell’arte francese Georges Didi-Huberman (1953), esperto di teoria dell’immagine, che a Villa Medici – dove in passato ha anche soggiornato – porrà degli interrogativi al confine tra arte e psicoanalisi. L’ombre des gestes è il titolo della conferenza (in lingua originale), orientata verso la ricostruzione dei percorsi di sopravvivenza dell’immagine all’interno delle matrici psicoanalitiche, alla fonte della rappresentazione del corpo femminile. Partendo dall’analisi della scultura di cera di Pascal Covert, che raffigura una Pietà contemporanea – ispirata ad una fotografia scattata in Kosovo da Georges Mérillon -, Didi-Huberman affronterà l’argomento della “sepoltura sensoriale” attraverso la gestualità delle mani dei personaggi che piangono il morto. (m.d.l)
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