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Aspettando Arte Fiera, Bologna si muove dal Mambo al Mast. Ecco il programma di Art City

di - 17 Dicembre 2018
Le fiere d’arte contemporanea sono ormai degli attrattori di prim’ordine ma altrettanto fondamentale è il programma di eventi collaterali, che può anche decretare il fallimento o il successo della manifestazione principale. In attesa di Arte Fiera, è stato annunciato il calendario di Art City Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere. Coordinato dall’Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei, per il secondo anno consecutivo Art City sarà guidato da Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo-Museo d’Arte Moderna di Bologna. Non un cartellone di accompagnamento ma un progetto culturale per mettere in rete le migliori energie creative della città, l’idea è chiara e segue la direzione di deciso rinnovamento avviata con la nomina di Simone Menegoi alla direzione artistica della fiera.
La principale novità di questa edizione di Art City Bologna sarà la durata più ampia e dai tre giorni del weekend si osa una vera e propria art week, dal 25 gennaio all’1 febbraio. Confermato il format sperimentato lo scorso anno, con un main program articolato in un evento speciale e una serie di progetti curatoriali, tra mostre, installazioni e performance, dedicati alle pratiche artistiche contemporanee. A sottolineare la stretta relazione tra il polo fieristico e il contesto cittadino, l’evento speciale si svolgerà all’interno del Padiglione de l’Esprit Nouveau, l’iconico edificio, replica fedele di un progetto firmato da Le Corbusier, che si affaccia su Piazza Costituzione, di fronte all’ingresso di Arte Fiera. Qui andrà in scena Anthropométrie, intervento performativo di les gens d’Uterpan, compagnia di danza formata a Parigi dal duo di coreografi francesi Annie Vigier e Frank Apertet.
Tutti gli eventi proposti saranno accomunati da tre elementi chiave: progetti monografici di artisti affermati o giovani emergenti, proposti da un curatore e ideati in relazione a uno spazio specifico, tra cui luoghi inediti normalmente non accessibili al pubblico. Il MAMbo in primo piano, con la prima personale in un’istituzione museale italiana di Mika Rottenberg, allestita nella Sala delle Ciminiere. Invece, a Villa delle Rose, vedremo “Before and After Retrospective”, ampia retrospettiva dedicata all’artista di origine croata Goran Trbuljak, attivo dalla fine degli anni Sessanta nel contesto dell’arte concettuale e del movimento noto come New Art Practice. Al MAST la personale fotografica di Thomas Struth “Nature & Politics”, a cura di Urs Stahel, mentre Christian Fogarolli dialogherà con le collezioni del Museo di Palazzo Poggi, per “Stone of Madness”. Prima volta a Bologna anche per il collettivo Alterazioni Video, che presenterà FORZA UOVA, progetto diffuso tra la sede di Voxel e il Cinema Medica Palace.
Prevista anche la sezione Art City Segnala, in cui rientrano oltre 70 eventi selezionati da una commissione, per un palinsesto di appuntamenti proposti dagli operatori culturali della città, dalle istituzioni pubbliche e private alle gallerie d’arte moderna e contemporanea, dagli artist run space agli spazi no-profit. Torna anche Art City 1 Cinema, con la programmazione di proiezioni cinematografiche al Cinema Lumière a cura della Fondazione Cineteca di Bologna. Infine, non mancherà uno degli appuntamenti più attesi con la Art City White Night, che si terrà sabato, 2 febbraio, con apertura straordinaria fino alle ore 24 in numerose sedi del circuito Art City Bologna e in gallerie, spazi espositivi indipendenti, palazzi storici e negozi.
Il programma completo sarà consultabile, dal gennaio 2019, qui e qui.
In alto: Annie Vigier, Franck Apertet

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