Categorie: Speednews

Biennale d’Architettura, sempre più “artsy”, per scrutare l’orizzonte della società: ecco le presentazioni di Alejandro Aravena

di - 22 Febbraio 2016
In cima a una scala una signora anziana scruta l’orizzonte desertico, l’archeologa Marie Reiche, in uno scatto di Bruce Chatwin, mentre studia le linee Nazca. Questa l’immagine con cui Alejandro Aravena, vincitore del prestigioso Pritzker 2016, ha presentato oggi alla stampa la sua 15esima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, accompagnato dal riconfermato presidente Paolo Baratta, e dal suggestivo titolo “Reporting from the Front”. Una Biennale che si annuncia militante già dal titolo e che guarda il mondo da un avamposto.
Questo non solo a partire dall’immagine appena evocata, ma anche dal fatto che si tratta della prima conferenza stampa che si ricordi dove il curatore non abbia mostrato una slide o qualche immagine che dia un’anteprima di quello che vedremo dal 28 maggio al prossimo 27 novembre 2016 tra i Giardini e l’Arsenale di Venezia. Si tratta di un avamposto ancora tutto da scoprire e polisemico che molto avrà a che fare con la prassi del work in progress.
«L’architettura – spiega il curatore, nato in Cile nel 1967 – è chiamata a rispondere a più di una dimensione alla volta, integrando una varietà di ambiti anziché scegliendo uno rispetto ad un altro». Dopo le mostre internazionali di Chipperfield e di Koolhaas che riflettevano  sullo stato presente dell’architettura a partire dalla fatica del concetto e da un’indagine interna alla materia, quella di Aravena guarda alla vita nella molteplicità del suo fiorire. «L’architettura è dare forma ai luoghi in cui viviamo – chiarisce Aravena – e le forme che produciamo sono informate dalla vita». Una scommessa, questo punto di vista in cima alla scala, rivolto anche agli addetti ai lavori e d’altra parte segno di un’apertura a un pubblico eterogeneo, che annuncia protagoniste anche pratiche artistiche lontane dallo specifico del settore. «Un’istituzione culturale è tale se riesce ad assumersi dei rischi», commenta il Presidente della Biennale Paolo Baratta, indicando che per parlare di “fronte” bisogna comunque presupporre la scommessa di una battaglia. (Marco Petricca)

Articoli recenti

  • Mostre

Chi dice la verità? Ndayé Kouagou mette sotto processo il linguaggio alla Collezione Maramotti

In concomitanza di Fotografia Europea 2026, a Reggio Emilia si apre Heaven’s truth, prima personale in Italia dell’artista francese Ndayé…

17 Maggio 2026 13:00
  • Mercato

Il vino, il desiderio, le conseguenze della guerra: gli Old Masters secondo Van Ham

La casa d'aste di Colonia presenta il catalogo di "Fine Art": da uno studio di nudo di Gustav Klimt (che…

17 Maggio 2026 12:33
  • Fotografia

Other Identity #203, altre forme di identità culturali e pubbliche: Paolo Cenciarelli

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

17 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Nelle foto di Francesca Magnani passa il teatro umano della metropolitana

La fotografa italiana Francesca Magnani tra gli 11 autori invitati a Fotozofio, rassegna fotografica dedicata al tema della memoria, in…

17 Maggio 2026 9:30
  • Beni culturali

Il mondo dei musei si riunirà a Oslo a settembre, per la triennale di ICOM

La conferenza di ICOM - International Council of Museums 2026 porterà a Oslo curatori, direttori di musei e addetti ai…

17 Maggio 2026 8:30
  • Libri ed editoria

La terra trema: catastrofi, media e memoria nel nuovo saggio di Lucrezia Ercoli

In uscita per Il Melangolo, La terra trema di Lucrezia Ercoli riflette sul rapporto tra catastrofi, immagini mediatiche e fragilità…

16 Maggio 2026 18:11