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Con Masterwork tutti potranno dire di avere un vero Warhol. O almeno una piccola parte

di - 22 Agosto 2018
Forse sarebbe un mondo migliore, se tutti potessimo avere un’opera d’arte e, in effetti, già accade qualcosa di simile con le collezioni pubbliche dei musei, almeno in un certo senso. Ma nell’altro? Chi non ha sognato, almeno una volta, di possedere un Warhol? Da oggi tutti potremo dire di avere un capolavoro della storia dell’arte, anche giusto un pezzetto, grazie a Masterwork, una nuova piattaforma online dedicata agli aspiranti collezionisti, dal portafoglio non proprio pesante.
«Stiamo cercando di democratizzare il mercato dell’arte», ha affermato Steve Lynn, fondatore della piattaforma che, in sostanza, agisce come un fondo che consente alle persone di acquistare una frazione, più o meno consistente, di un’opera d’arte, partendo da un minimo di 20 dollari. Per prima cosa, Masterworks acquisisce opere che, secondo il team curatoriale, sono sottostimate e, quindi, le propone ai suoi utenti, che possono decidere quanto investire nell’acquisto. Le prime due opere offerte sono una Marylin a olio e una Marylin serigrafata di Andy Warhol, acquistata da Phillips per 1,8 milioni di dollari, e un dipinto del 1881 di Claude Monet, Coup de vent, acquistato per 6,3 milioni di dollari. Il piano prevede di rivendere le opere entro 120 giorni, restituendo il denaro degli investitori più eventuali profitti, meno una commissione amministrativa del 2% e il 20% del guadagno di vendita, conservato da Masterworks. 20 dollari è l’offerta minima e Lynn ha affermato che l’investimento medio è compreso tra 2500 e 5mila dollari, anche se alcuni investitori si sono spinti a oltre 50mila dollari. Tutte le offerte saranno archiviate presso la Securities and Exchange Commission e la proprietà azionaria verrà registrata sulla blockchain di Ethereum, per fornire trasparenza agli investitori. Per ora, già 1374 persone hanno acquistato azioni dei Warhol, mentre altri 474 hanno preferito Monet.
Qualcosa di simile al gioco d’azzardo? In effetti la sensazione è quella di un casinò d’autore ma, in fondo, si tratta solo di una declinazione del mercato dell’arte. Ovviamente senza il possesso materiale dell’opera, che rimane nei depositi di Masterwork, fino a quando non andrà nelle mani dei reali acquirenti.

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