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Rimane solo la bellezza, intramontabile del salone dei cinquecento...
ABO: La bellezza nell'arte del passato, del presente e del futuro non è definibile con nessun assunto teoretico, neanche un semiologo della testualità o della comunicazione translinguistica o come diavolo possa nominarsi, riuscirebbe a fornire una spiegazione esauriente. Non esiste nessuna teoria precisa, valida, che possa esaurire in modo convincente, l'idea di "bellezza" nell'arte, nelle diverse epoche storiche, compreso la nostra. La teoria "estetica" nell'arte e l'idea stessa di "bellezza"- nel corso dei secoli, è sempre stata influenzata dalle diverse ideologie imperanti, da sentimenti dettati da ragioni utili, di condivisioni di valori religiosi, ideali, sentimenti, o di oscillazioni di gusto, soggettivo e collettivo. Dunque, tutti i codici di interpretazione della "bellezza", sono sempre relativi, nel loro evolversi in linguaggio e nascondono, comunque ambiguità. Oggi l'idea stessa di bellezza nell'arte, non è semplicemente una questione di tempo, ma di valori e condivisioni. L'arte del nostro tempo, altro che bella: si presenta inquietante, brutta e spaesasta in tutta la sua angoscia e autorefrerenzialità. Qualcuno la definita "bellezza" dello "spaesamento"... o metafisica negativa; perchè priva di elementi vitali legati alla vita, alla verità, alla storia e all'autenticità dell'espressione artistica.
Marseglia@ - Bravo! Finalmente un commento azzeccato.