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Il nuovo punto d’inizio per Achille Bonito Oliva è l’ideazione e la curatela dell’Enciclopedia delle arti contemporanee, opera edita da Electa e impostata letteralmente sul tempo: infatti l’elemento proposto come determinante sono le diverse declinazioni assunte dalla temporalità nei linguaggi artistici del XX secolo.
Un approccio storico-critico esteso a comprendere tutta l’arte moderna nella lectio magistralis, dal titolo Il tempo della bellezza e ambientata nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, che ABO terrà domani per Florens 2010: il tema si precisa sul cambiamento della categoria del Bello in relazione al succedersi delle epoche – dalla perfezione rinascimentale ai virtuosismi manieristi, dagli eccessi barocchi all’idee neoclassico ottocentesco, fino ad arrivare all’attualità. (matteo innocenti)












Rimane solo la bellezza, intramontabile del salone dei cinquecento…
ABO: La bellezza nell’arte del passato, del presente e del futuro non è definibile con nessun assunto teoretico, neanche un semiologo della testualità o della comunicazione translinguistica o come diavolo possa nominarsi, riuscirebbe a fornire una spiegazione esauriente. Non esiste nessuna teoria precisa, valida, che possa esaurire in modo convincente, l’idea di “bellezza” nell’arte, nelle diverse epoche storiche, compreso la nostra. La teoria “estetica” nell’arte e l’idea stessa di “bellezza”- nel corso dei secoli, è sempre stata influenzata dalle diverse ideologie imperanti, da sentimenti dettati da ragioni utili, di condivisioni di valori religiosi, ideali, sentimenti, o di oscillazioni di gusto, soggettivo e collettivo. Dunque, tutti i codici di interpretazione della “bellezza”, sono sempre relativi, nel loro evolversi in linguaggio e nascondono, comunque ambiguità. Oggi l’idea stessa di bellezza nell’arte, non è semplicemente una questione di tempo, ma di valori e condivisioni. L’arte del nostro tempo, altro che bella: si presenta inquietante, brutta e spaesasta in tutta la sua angoscia e autorefrerenzialità. Qualcuno la definita “bellezza” dello “spaesamento”… o metafisica negativa; perchè priva di elementi vitali legati alla vita, alla verità, alla storia e all’autenticità dell’espressione artistica.
Marseglia@ – Bravo! Finalmente un commento azzeccato.