31 luglio 2019

A Melbourne i paesaggi sonori delle aree rurali italiane

 

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Come rimodellare i concetti di alterità e identità? Come immaginare una geografia attuale, tanto individuale che politica? Forse partendo da ciò che si può ascoltare in quei territori ritenuti marginali, più o meno distanti dalle narrazioni dominanti. Da questi presupposti si sviluppa Il Manifesto del Futurismo Rurale, documento elaborato da Leandro Pisano e Beatrice Ferrara che mette in discussione i termini manichei sui quali si costruiscono i discorsi sulla ruralità, inteso come territorio diviso tra autenticità e utopia, anacronismo e provincialismo, tradizione e senso di stabilità, appartenenza ed estraniamento, sviluppo e arretratezza. Nodi da sciogliere attraverso le arti sonore e dell’ascolto, pratiche alla base di questo documento e che rappresentano il focus della mostra visitabile fino all’11 ottobre a Melbourne, in Australia, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura, nello storico edificio di Elm Tree House, a South Yarra.
Il Manifesto del Futurismo Rurale si presenta come il risultato di un processo collettivo, condotto da Pisano e Ferrara durante il progetto Liminaria, residenza di arti sonore e piattaforma di ricerca per lo sviluppo di reti sostenibili, realizzato negli ultimi cinque anni in alcune aree dell’Italia meridionale. Esito finale di questo progetto, nel documento le aree rurali sono ripensate come spazi complessi, attivamente immersi nel dinamismo degli incontri, dei flussi e delle geografie contemporanee.
La mostra si fonda su una serie di lavori audio realizzati in alcune aree rurali del centro e del meridione d’Italia tra il 2003 ed il 2018: Abruzzo, Fortore beneventano, Cilento, Molise, Irpinia, Sicilia, nel corso dei due progetti di residenza artistica Liminaria e Pollinaria, dei quali vi avevamo già parlato qui. Gli autori dei lavori provengono da diversi contesti internazionali, dall’Italia all’Australia e alla Nuova Zelanda, dall’America Latina agli Stati Uniti: Daniela d’Arielli, Enrico Ascoli, Angus Carlyle, Luca Buoninfante, Jo Burzynska, Enrico Coniglio, Alejandro Cornejo Montibeller, Nicola Di Croce, Fernando Godoy, Miguel Isaza, Raffaele Mariconte, Marco Messina, Mollin + Voegelin, Alyssa Moxley, Philip Samartzis, Vacuamoenia, David Vélez e Sarah Waring.
Curata da un team composto da Pisano, Ferrara e da due tra gli stessi artisti, Samartzis e D’Arielli, la mostra è realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, in collaborazione con Bogong Centre for Sound Culture, Liminaria/Interferenze new arts festival, Pollinaria ed il gruppo di ricerca Contemporary Art and Social Transformation della RMIT School of Art di Melbourne.
In alto: field recording, Jo Burzynska a Torrecuso, foto Leandro Pisano

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