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Da Praga al mondo, via Padova. Nuovo spazio italiano per la Galleria Vernon

di - 19 Novembre 2008
In poco più di sette anni si è imposta sulla scena internazionale come una delle realtà galleristi che più dinamiche e programmatiche, inanellando una serie di iniziative che dalla “natia” Praga l’hanno fatta conoscere in tutta Europa e oltre. Dall’ideazione del Festival di Arte Contemporanea di Praga Tina B, evento che, in sole tre edizioni, ha saputo attirare l’attenzione e l’entusiasmo di stampa e pubblico, alla partecipazione a fiere in tutto il mondo, da Shanghai a Chicago, al lancio di giovani artisti presto divenuti protagonisti a livello globale, come Jakub Nepras o Adam Vackar. Diretta dalla vulcanica Monika Burian, la Galleria Vernon abita fino a oggi due sedi a Praga, quella storica ubicata al terzo piano di una palazzina adibita principalmente per esposizioni più tradizionali magari nell’ambito pittorico, e Vernon Projekt, open space e regno di sperimentazioni, dove gli artisti della Galleria posso concepire e realizzare le proprie opere. Ora la galleria segna un nuovo punto strategico in Italia, scegliendo la città di Padova per il suo nuovo spazio espositivo Vernon International, condiviso con la nota realtà locale di design e creatività Instage. L’intenzione resta immutata: promuovere gli autori della propria squadra, fiutare nuove meritevoli creatività e aprirsi verso la scena italiana, che già a partire dal 2006 ha tributato alla Galleria un sincero apprezzamento negli appuntamenti Arte Fiera Arte First di Bologna e Kunstart di Bolzano. In ambito internazionale invece, a dicembre sarà la volta della fiera prestigiosa Pulse Miami e, nel 2009, Pulse New York. La mostra inaugurale, dal titolo New & Different. Nuovi & Diversi, presenta opere di Lukas Machalicky, Jakub Nepras, Jan Pfeiffer, Jakub Roztocil, Adam Vackár, Robert Šalanda.

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THIS IS NOT ANOTHER BIENNIAL






Inaugurazione: giovedì 20 novembre 2008 – ore 18.00
Dal 20 novembre 2008 al 24 gennaio 2009
Via Altinate 119 – Padova
Info: 0498751146 –
monika.burian@mac.com
Web: www.galerievernon.com

[exibart]

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  • critica e non essere aggiornato e informato e facile e cosi propongo ad ogni uno di fare meglio sono gli fati che contano e non parole.

    ci vediamo a Padova o Praga

  • Dear Monika, when do you working only for the money you work can't be of high quality!

  • Caro Massimiliano,
    siamo da molto tempo in ottimi rapporti e sicuramente devo moltissimo a Exibart per avere lungamente e spesso lusinghieramente seguito la più che decennale attività di Arte Contemporanea. Proprio per questo, sento il dovere di sdebitarmi con te segnalandoti alcuni fatti concernenti Tina B. 2008, dei quali sicuramente Exibart non è a conoscenza. Ho curato quest'anno la sezione Darkness is noon del festival, al quale ho portato 21 artisti (tutti italiani, meno 4 stranieri); è
    stata la seconda volta e sarà anche l'ultima. Già nell'edizione precedente, infatti, avevo potuto constatare l'inefficienza dell'organizzatore, incapace di mettere a disposizione le attrezzature per il montaggio delle opere e privo della manodopera specializzata necessaria.Quest'anno, tuttavia, si è toccato il fondo, io e i miei artisti abbiamo dovuto fare praticamente tutto da noi e, nella sede principale della mia sezione (l'Istituto Italiano di Cultura di Praga), abbiamo potuto lavorare solo grazie ai mezzi e al personale messi gentilmente a disposizione dal direttore, il dottor. Umberto Rinaldi, e alle spese sostenute di tasca nostra. Bene o male, dunque, alla data prevista ufficialmente per l'inaugurazione (25 settembre), la mia sezione era pronta, ma - sorpresa - la galleria Vernon ha all'ultimo momento rimandato tutto di una settimana essendo il resto della manifestazione nel caos; ed io e gli artisti venuti con me abbiamo così dovuto rientrare per non perdere i biglietti (pagati da noi) e non abbiamo quindi partecipato al vernissage.
    Tuttavia, questo è il meno in confronto al seguito. Il giorno prima della partenza, l'organizzatore distribuisce direttamente agli artisti un contratto, del quale non aveva mai discusso con me, che li avrebbe impegnati per sei mesi a corrispondere il 50% di eventuali vendite alla galleria Vernon. Alla perplessità per le sue inadempienze organizzative, si è aggiunta così l'indignazione, e per ovvi motivi: invitati ad una manifestazione sedicente culturale, ci viene sottoposto un contratto commerciale; ma, e questo è il peggio, il contratto viene presentato a manifestazione (ufficialmente) in corso e DOPO che le opere erano entrate in possesso dell'organizzazione.
    Il perchè di questo timing, peraltro, dovrebbe essere chiaro, ma in ogni caso verrà reso esplicito dalla galleria Vernon al momento della riconsegna delle opere. Poichè nessuno aveva firmato un contratto ovviamente immorale e illegale, infatti, a manifestazione conclusa gli artisti cominciano ad essere tempestati di mail che intimano la firma, specificando che in caso contrario l'organizzazione non riporterà a sue spese le opere in Italia (come aveva fatto in partenza), ma saranno gli artisti stessi a doversi far carico del trasporto e di ogni altro onere eventuale!
    Inutile commentare, mi pare; aggiungo solo che testo del contratto e mail intimidatrici sono in possesso mio e degli artisti e siamo prontissimi a esibirli a voi o in tribunale in caso di querela della Vernon; ma concludo con la prova forse più inoppugnabile della scorretteza, per non dire la malafede,dell'organizzatore: alla fine, la nostra confermata opposizione alla firma del contratto capestro ci ha permesso di "vedere" il suo bluff, poichè le opere sono state restituite senza condizioni. L'essenziale, quindi è salvo, benchè esclusivamente per merito nostro, non certo della Vernon; ma ovviamente non augurerei a nessuno di ripetere un'esperienza snervante e indecente; e sarò grata ad Exibart di qualsiasi contributo voglia dare in questa direzione e con lo stesso intento.

    Rosa Anna Musumeci

  • TINA B = This Is Not Another Biennial... In effetti pare proprio di no! Grazie Rosa Anna per la segnalazione, pieno diritto di replica naturalmente alla Monika.

  • Abbiamo collaborato con Rosanna Musumeci a Tina b. e possiamo testimoniare che tutto quanto affermato nel suo intervento sul contratto risponde a verità. Si tratta infatti di un documento distribuito agli artisti solo dopo l'arrivo delle loro opere a Praga, cioè una volta che la galleria Vernon ne era entrata in possesso. Nonostante la scorretteza del comportamento, poco male comunque se tutto si fosse fermato qui, ma il peggio è che anche noi abbiamo potuto leggere le lettere di Jana Kleinova che subordinano il rientro delle opere in Italia alla firma dell'impegno con la Vernon e, specificamente, alla soddisfazione della sua pretesa del 50% sulle vendite per sei mesi, accompagnata da tanto di richiesta delle coordinate bancarie personali degli artisti! Indubbiamente, questo configura un tentativo di pressione (ma la parola giusta sarebbe ben più pesante) sufficiente per invalidare qualsiasi contratto, anche se fosse stato firmato. E riteniamo che il fatto che le opere siano poi state restituite rinunciando a questa firma sia la prova migliore del bluff tentato dalla Vernon e del suo fallimento di fronte alla comune resistenza degli artisti.

  • La cosa più grave di questa (presunta) storia è il tentativo indegno di mescolare il pubblico con il privato. se un gallerista si trova a indossare i panni di organizzatore di un evento istituzionale, non può e non deve sfruttare l'occasione per scopi di lucro. evidentemente queste squallide vicende non accadono solo in Italia.
    La mancata copertura delle spese di produzione, allestimento, viaggio, ospitalità, trasporti etc, sarebbe un'ulteriore aggravante: è incredibile che degli artisti invitati a una Biennale debbano pagarsi tutto da sè. Certo, resta da verificare che la faccenda corrisponda a verità...

  • andymapplethorpe dice sempre la verità! Vi invito a seguire i miei commenti... ne verranno fuori delle belle.

  • si, delle belle castronate...se non sai l'inglese scrivi in italiano che almeno eviti di passare per ancora più cretino

  • Il mio caro amico Forest Gump diceva spesso: "...cretino è chi cretino fà..."* che tradotto potrebbe fare: "...idiot is who idiot does...". Lo sò, il mio inglese è pessimo, stò cercato solo di aiutare Monika a capire dove stà sbagliando. Il tuo commento invece mi pare che non sia pertinente all'argomento...
    Quindi ho non hai capito l'argomento, oppure...

  • Conosco RosAnna Musumeci da circa tre anni e posso affermare che è una persona ineccepibile dal punto di vista lavorativo ed umano, la sua totale disponibilità (senza avere nulla in cambio) ha contribuito molto a far maturare e concretizzare la mia ricerca artistica.
    Questa è la signora Musumeci, non quella che la signora Burian vuole far credere.

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