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THIS IS NOT ANOTHER BIENNIAL
Inaugurazione: giovedì 20 novembre 2008 – ore 18.00
Dal 20 novembre 2008 al 24 gennaio 2009
Via Altinate 119 – Padova
Info: 0498751146 – monika.burian@mac.com
Web: www.galerievernon.com
[exibart]
Dal 20 novembre 2008 al 24 gennaio 2009
Via Altinate 119 – Padova
Info: 0498751146 – monika.burian@mac.com
Web: www.galerievernon.com
[exibart]












“Festival di Arte Contemporanea di Praga Tina B, evento che, in sole tre edizioni, ha saputo attirare l’attenzione e l’entusiasmo di stampa e pubblico”
?!?
carissimi, siete proprio sicuri che la galleria Vernon faccia un buon lavoro? Qualcuno di voi si è preso la briga di andare a Praga a vedere di persona questo meraviglioso festival? Io c’ero… Dite la verità, come era allestito… Poi, provate a chiedere agli artisti italiani quale trattamento hanno ricevuto e se ora hanno riavuto indietro le loro opere.
Poi Pulse una prestigiosa fiera, dai ragazzi! Armory è prestigiosa, Art Basel… ma Pulse.
Non ci sarà mica qualche tresca tra l’intraprendente Monica Burian e Exibart?
critica e non essere aggiornato e informato e facile e cosi propongo ad ogni uno di fare meglio sono gli fati che contano e non parole.
ci vediamo a Padova o Praga
Dear Monika, when do you working only for the money you work can’t be of high quality!
Caro Massimiliano,
siamo da molto tempo in ottimi rapporti e sicuramente devo moltissimo a Exibart per avere lungamente e spesso lusinghieramente seguito la più che decennale attività di Arte Contemporanea. Proprio per questo, sento il dovere di sdebitarmi con te segnalandoti alcuni fatti concernenti Tina B. 2008, dei quali sicuramente Exibart non è a conoscenza. Ho curato quest’anno la sezione Darkness is noon del festival, al quale ho portato 21 artisti (tutti italiani, meno 4 stranieri); è
stata la seconda volta e sarà anche l’ultima. Già nell’edizione precedente, infatti, avevo potuto constatare l’inefficienza dell’organizzatore, incapace di mettere a disposizione le attrezzature per il montaggio delle opere e privo della manodopera specializzata necessaria.Quest’anno, tuttavia, si è toccato il fondo, io e i miei artisti abbiamo dovuto fare praticamente tutto da noi e, nella sede principale della mia sezione (l’Istituto Italiano di Cultura di Praga), abbiamo potuto lavorare solo grazie ai mezzi e al personale messi gentilmente a disposizione dal direttore, il dottor. Umberto Rinaldi, e alle spese sostenute di tasca nostra. Bene o male, dunque, alla data prevista ufficialmente per l’inaugurazione (25 settembre), la mia sezione era pronta, ma – sorpresa – la galleria Vernon ha all’ultimo momento rimandato tutto di una settimana essendo il resto della manifestazione nel caos; ed io e gli artisti venuti con me abbiamo così dovuto rientrare per non perdere i biglietti (pagati da noi) e non abbiamo quindi partecipato al vernissage.
Tuttavia, questo è il meno in confronto al seguito. Il giorno prima della partenza, l’organizzatore distribuisce direttamente agli artisti un contratto, del quale non aveva mai discusso con me, che li avrebbe impegnati per sei mesi a corrispondere il 50% di eventuali vendite alla galleria Vernon. Alla perplessità per le sue inadempienze organizzative, si è aggiunta così l’indignazione, e per ovvi motivi: invitati ad una manifestazione sedicente culturale, ci viene sottoposto un contratto commerciale; ma, e questo è il peggio, il contratto viene presentato a manifestazione (ufficialmente) in corso e DOPO che le opere erano entrate in possesso dell’organizzazione.
Il perchè di questo timing, peraltro, dovrebbe essere chiaro, ma in ogni caso verrà reso esplicito dalla galleria Vernon al momento della riconsegna delle opere. Poichè nessuno aveva firmato un contratto ovviamente immorale e illegale, infatti, a manifestazione conclusa gli artisti cominciano ad essere tempestati di mail che intimano la firma, specificando che in caso contrario l’organizzazione non riporterà a sue spese le opere in Italia (come aveva fatto in partenza), ma saranno gli artisti stessi a doversi far carico del trasporto e di ogni altro onere eventuale!
Inutile commentare, mi pare; aggiungo solo che testo del contratto e mail intimidatrici sono in possesso mio e degli artisti e siamo prontissimi a esibirli a voi o in tribunale in caso di querela della Vernon; ma concludo con la prova forse più inoppugnabile della scorretteza, per non dire la malafede,dell’organizzatore: alla fine, la nostra confermata opposizione alla firma del contratto capestro ci ha permesso di “vedere” il suo bluff, poichè le opere sono state restituite senza condizioni. L’essenziale, quindi è salvo, benchè esclusivamente per merito nostro, non certo della Vernon; ma ovviamente non augurerei a nessuno di ripetere un’esperienza snervante e indecente; e sarò grata ad Exibart di qualsiasi contributo voglia dare in questa direzione e con lo stesso intento.
Rosa Anna Musumeci
TINA B = This Is Not Another Biennial… In effetti pare proprio di no! Grazie Rosa Anna per la segnalazione, pieno diritto di replica naturalmente alla Monika.
Abbiamo collaborato con Rosanna Musumeci a Tina b. e possiamo testimoniare che tutto quanto affermato nel suo intervento sul contratto risponde a verità. Si tratta infatti di un documento distribuito agli artisti solo dopo l’arrivo delle loro opere a Praga, cioè una volta che la galleria Vernon ne era entrata in possesso. Nonostante la scorretteza del comportamento, poco male comunque se tutto si fosse fermato qui, ma il peggio è che anche noi abbiamo potuto leggere le lettere di Jana Kleinova che subordinano il rientro delle opere in Italia alla firma dell’impegno con la Vernon e, specificamente, alla soddisfazione della sua pretesa del 50% sulle vendite per sei mesi, accompagnata da tanto di richiesta delle coordinate bancarie personali degli artisti! Indubbiamente, questo configura un tentativo di pressione (ma la parola giusta sarebbe ben più pesante) sufficiente per invalidare qualsiasi contratto, anche se fosse stato firmato. E riteniamo che il fatto che le opere siano poi state restituite rinunciando a questa firma sia la prova migliore del bluff tentato dalla Vernon e del suo fallimento di fronte alla comune resistenza degli artisti.
La cosa più grave di questa (presunta) storia è il tentativo indegno di mescolare il pubblico con il privato. se un gallerista si trova a indossare i panni di organizzatore di un evento istituzionale, non può e non deve sfruttare l’occasione per scopi di lucro. evidentemente queste squallide vicende non accadono solo in Italia.
La mancata copertura delle spese di produzione, allestimento, viaggio, ospitalità, trasporti etc, sarebbe un’ulteriore aggravante: è incredibile che degli artisti invitati a una Biennale debbano pagarsi tutto da sè. Certo, resta da verificare che la faccenda corrisponda a verità…
andymapplethorpe dice sempre la verità! Vi invito a seguire i miei commenti… ne verranno fuori delle belle.
si, delle belle castronate…se non sai l’inglese scrivi in italiano che almeno eviti di passare per ancora più cretino
Il mio caro amico Forest Gump diceva spesso: “…cretino è chi cretino fà…”* che tradotto potrebbe fare: “…idiot is who idiot does…”. Lo sò, il mio inglese è pessimo, stò cercato solo di aiutare Monika a capire dove stà sbagliando. Il tuo commento invece mi pare che non sia pertinente all’argomento…
Quindi ho non hai capito l’argomento, oppure…
Conosco RosAnna Musumeci da circa tre anni e posso affermare che è una persona ineccepibile dal punto di vista lavorativo ed umano, la sua totale disponibilità (senza avere nulla in cambio) ha contribuito molto a far maturare e concretizzare la mia ricerca artistica.
Questa è la signora Musumeci, non quella che la signora Burian vuole far credere.