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Dalla Tailandia alla Germania, per le origini della videoarte. A Milano, la rassegna Invideo

di - 16 Novembre 2017
Andare oltre la superficie dello schermo, per scoprire le fonti della videoarte, i suoi motivi primari di ispirazione e gli interrogativi ancora aperti. Dalle Origini riparte la 27ma edizione di Invideo, mostra internazionale di video e cinema che si svolgerà a Milano dal 16 al 19 novembre allo Spazio Oberdan e all’Istituto Europeo di Design, organizzato da AIACE Milano. «Il tema di quest’anno, Origini, ci è sembrato il filo conduttore di lavori che in modi diversi evocano le fonti, le nascite, le radici. Il cosmo, le origini stesse della videoarte, cui alcune opere sembrano tornare per ritrovare una creatività radicale e pura; archivi da interrogare; l’universo; le proprie radici; gli inizi di storie appassionanti, di vicende che meritano di essere raccontate. Ma anche le forme primarie, la memoria, le astrazioni che sono alla base di ricerche stilistiche importanti. Un’edizione che ci parla di nuove strade della creazione audiovisiva, fra nascita e sviluppi», hanno spiegato Romano Fattorossi e Sandra Lischi, direttori artistici della rassegna.
Come di consueto, il programma sarà molto ricco, con la presentazione di 33 titoli di ricerca e sperimentali, tra i quali 10 anteprime italiane, provenienti da tutto il mondo e prodotti tra il 2016 e il 2017. Ma anche incontri, come per il dialogo tra generazioni, con Giuseppe Baresi, affermato autore indipendente e storico collaboratore di Studio Azzurro, a confronto con le opere dei giovani film maker, come Emiliano Neroni, Giulia Savorani, Fedra Tabbò, Francesco Luzzana, Alberto Danelli. Per l’occasione, Baresi riproporrà La febbre, una riflessione per immagini sulla disuguaglianza tra nord e sud del mondo, tratta dall’omonimo testo di Wallace Shawn, insieme a Giuseppe Cederna. Da non perdere anche l’incontro con il collettivo Unzalab, che realizza opere audiovisive con materiale ritrovato, diapositive e pellicole, e che parteciperà al festival con una serata curata dal critico e regista Antoni Pinent, durante la quale verranno messe in scena due performance, Un’invenzione a due luci, di Livio Colombo, e VER, di Tiziano Doria, Massimo Mosca, Francesco Tartaglia, Carlo Tartivita, Alice Vercesi.
Da segnalare l’anteprima nazionale A MÍ, della regista e artista Caterina Klusemann, ultimo capitolo della personale trilogia che, attraverso la storia della sua famiglia, tra Europa, Asia, America Latina e Israele, ripercorre la memoria del Novecento. Focus sulla storia italiana per Tutto su mio padre Fabio Sargentini, della regista Fabiana Sargentini, che ripercorre la storia della galleria L’attico, punto di incontro di critici e artisti e centro propulsore dell’arte contemporanea internazionale. Ma uno sguardo sarà aperto anche sulla produzione di molti Paesi asiatici, dalle Filippine alla Malesia, dalla Tailandia a Singapore, grazie alla collaborazione con il KLEX-Kuala Lumpur Experimental Film, Video and Music Festival, che proporrà dieci opere che vanno dalla finzione al documentario, affrontando tematiche politiche e sociali. Un focus sarà dedicato agli artisti emergenti, provenienti dalla Germania, con German Short Film Association e German Films che presenteranno al festival una selezione di cinque cortometraggi sperimentali. Infine Compie 10 anni il Premio Under 35, istituito per sostenere e promuovere il lavoro di giovani autori attraverso l’acquisto e l’inserimento delle opere vincitrici nell’archivio di Invideo.
Qui il programma completo.
In home: Caterina Klusemann, A Mi, Germania, Israele, Italia, Mongolia, Ucraina, Venezuela
In alto: Reinhold Bidner, Ex Terrat, Austria, Francia 2016

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