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Troppo impegnati a farci la guerra in casa, questi sono gli ovvi risultati oltre confine.
Per fortuna che Botto e Bruno e Laurina Paperina rimetteranno le cose a posto... mi vengono i brividi.
Dopo istambul, lione e l'evidenza dei fatti, mi sembra chiaro che il sistema italiano giri a vuoto da almeno 15-20 anni (eccezzione per qualche individualità italiana ma partita dall'estero). Non si tratta di lamentarsi, ma di capire che i "migliori" operatori senior e junior italiani si formano professionalmene nella frustrazione, e, in questi anni, ci stanno restituendo il loro "dolore". Hanno fondato un monopolio delle scelte per autolegittimarsi e non perdere più neanche quel poco che hanno. Questo disincentiva e mortifica la qualità. Per non parlare di un clima esterofilo misto a complessi di inferiorità, che portano, ogni operatore del sistema, a scimmiottare l'estero e "quello che non si è", diventando copie sbiadite degli originali e quindi poco appetibili.
per quel che mi risulta dal website delle Biennale di istanbul, gli eventi paralleli non erano Italian Free.
Chiudere le accademie, emarginare i critici inutili e pericolosi (i giovani e i baroni), murare le "ASL" per giovani artisti. Tutto questo per un pò di anni così da fare una "rotazione delle colture" e far ritornare fertile questo fango che sforna piccoli, ignoranti, presuntuosi artistucoli. E magari recuperare artisti con qualche anno in più e con una ricerca seria e matura. Bravi Botto Bruno!
Non so molto della Biennale di Lione, ma per quanto riguarda la Biennale di Istanbul la mostra era centrata sul ruolo di raccordo che questa città ha svolto tra i balcani e il medio Oriente... per cui quasi nessun artista europeo "occidentale", americano, dell'Estremo Oriente e dell'Africa subsahariana... per favore documentarsi prima di sparare titoli e di commentare...
Inoltre alla Biennale di Istanbul un italiano c'era: Alessandro Petti che con Hilal e Weizman hanno realizzato un lavoro sulla Palestina.
che ci stupiamo a fare? l'arte italiana è come il cinema di Veltroni. Brunetta salvaci, e manda sta gente a lavorare!
perchè se parliamo di mele alla biennale di lione, non può essere interessante il parere delle pere?????? Ma dai...
ma toglietevi quel prosciutto rovagnati dagli occhi!
è vergognoso che in Italia non si riesca ad andare al di là del nostro naso, infatti gli "artistoni" che girano sono sempre gli stessi e tutti uguali.
Paperina e Botto/Bruno mi fanno ritornare la speranza (ormai perduta da tempo) che l'arte italiana abbia qualcos'altro da dire e mi viene da ridere se penso che questa cosa la capiscono solo all'estero.
viva la nostra piccola italietta!
complimenti ai nostri
basisco