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È Emma Hart la vincitrice della sesta edizione Max Mara Art Prize for Women, il contest biennale promosso da Collezione Maramotti e Whitechapel Gallery

di - 4 Febbraio 2016
Dopo Corin Sworn, Laure Prouvost, Andrea Büttner, Hannah Rickards e Margaret Salmon, arriva Emma Hart. L’artista britannica, che vive e lavora a Londra, è la vincitrice della sesta edizione del Max Mara Art Prize for Women, il contest biennale che vede la collaborazione tra l’italiana Collezione Maramotti di Reggio Emilia e la Whitechapel Gallery di Londra.
Hart trascorrerà sei mesi tra Milano, Todi e Faenza, a partire dal prossimo giugno, in una residenza d’artista personalizzata e finalizzata a creare un nuovo progetto che verrà successivamente esposto nella celebre galleria londinese nel 2017, prima di passare a Reggio Emilia, tappa finale.
La Hart, classe 1974, è stata scelta dalla giuria (composta Iwona Blazwick, OBE, direttrice della Whitechapel Gallery, Fiona Bradley, direttrice della Fruitmarket Gallery di Edimburgo, Sarah Elson, collezionista e fondatrice di Launch Pad, Helen Sumpter, critico e web Editor di ArtReview, e dall’artista Alison Wilding), per un progetto che guarda «il potere della famiglia con profondità e ampiezza di riferimenti, dalla Scuola di Milano per la psicoterapia familiare ai romanzi di Elena Ferrante, alla tradizione ceramica della maiolica. La residenza in Italia offre a Hart una rara opportunità in un importante momento della sua carriera, per un arricchimento e l’elaborazione di un nuovo lavoro», come ha riportato Blazwick.
Un pensiero riportato anche dall’artista, che ha parlato della possibilità di stare in Italia come dell’esperienza di una vita.
«Siamo particolarmente interessati a seguire come Emma interpreterà questa tradizione nella sua pratica artistica così personale e contemporanea. Questo Premio, di cui siamo profondamente orgogliosi, è unico nel suo genere in quanto offre alle artiste il tempo, lo spazio e la libertà di creare una nuova opera mentre sono immerse nell’estetica e nella tradizione culturale italiana», ha ricordato il Presidente della Collezione Reggiana, Luigi Maramotti. Hart è stata scelta tra una una rosa di cinque finaliste di cui facevano parte anche Ruth Ewan, Ana Genovés, Tania Kovats e Phoebe Unwin.
Sopra: Emma Hart, vincitrice della Sesta edizione del Max Mara Art Prize For Women. Foto di Thierry Bal scattata nello studio dell’artista nel sud est di Londra

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