Ed allora la Fondazione Filiberto
Menna di Salerno è andata a rispolverare È morto Cattelan! Evviva Cattelan!, un
film del 2006 di Marco Penso, per intavolare una discussione su Il sistema
dell’arte come opera d’arte, nell’ambito del ciclo di incontri Arte di sera. Un
documentario immaginifico che – come si legge nella presentazione – “parte da
una provocazione, da una manipolazione della realtà: i telegiornali danno la
notizia della morte dell’artista italiano fra i più discussi nel mondo. Avvolta
nel mistero, la vera morte di Cattelan è l’occasione per costruire
un’inchiesta, ricognizione divertita ed esaustiva al tempo stesso, lanciata
sulle tracce di un personaggio controverso ed inafferrabile: dall’infanzia
nella provincia veneta, ai primi successi ottenuti a New York, dalle diatribe
critiche sulle sue opere, ai trionfi ottenuti a Milano e a Berlino”.
Venerdì 10 dicembre 2010 – ore 20.00
Lungomare Trieste, 13 – Salerno
info@fondazionefilibertomenna.it
[exibart]
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basta con cattelan..........sfiduciamolo, prima del 14,,,,,,,,,,,auguri a tutti
E' morto un fantasma dell'arte...Si può vedere di notte sul palcoscenico delle scene mute.
io direi piuttosto: Se questa é arte..... ma che vergogna!
ma con tutti i soldi che ha non potrebbe aprirsi una galleria sua seria dove fa ed espone quello che vuole? tipo ste maschere abominevoli? o magari un profumo col suo naso stampato sopra? gli avanzi delle dita tagliate dallo scopiazzadito? io lo avrei già fatto da anni invece di scopiazzare tristemente ditI e gente varia in croce .
A voi tutti che dibattete convulsi questa citazione calmante: «Il nuovo è uno di questi veleni eccitanti che finiscono con il risultare più necessari di ogni nutrimento; una volta che ci padroneggiano, bisogna sempre aumentare la dose e renderla mortale. È strano che ci si attacchi in questo modo alla parte più deperibile delle cose, che è proprio la loro qualità di esser nuove. Voi non sapete allora che alle idee più innovatrici bisogna dare una certa aria di nobiltà, priva di fretta, piuttosto matura; tali idee devono apparire non insolite bensì in circolazione da secoli; e non fatte e trovate stamattina, ma soltanto dimenticate e ritrovate. Il gusto esclusivo della novità segnala una degenerazione dello spirito critico, dal momento che nulla è più facile dello giudicare la novità di un’opera». E' Paul Valéry che ammonisce con la sua intelligenza acutissima, e traggo la citazione da un blog che voglio nominare perché l'ho già saccheggiato altre volte: Almanacco romano.