09 dicembre 2010

È morto Cattelan! È un film, se ne parla a Salerno alla Fondazione Menna

 

di


Per
un periodo, sembrava scomparso. Rarissime notizie, quasi mai il pole position
nelle cronache. Tanto che è via via crollato anche nelle famigerate – e notoriamente
attendibili ed obbiettive – Power List che non smettono mai di fiorire ai
quattro lati del globo. Ora Maurizio Cattelan è invece tornato
sugli scudi, complice certamente la – studiata? – vicenda del “dito medio” di
Piazza Affari, a Milano.

Ed allora la Fondazione Filiberto
Menna di Salerno è andata a rispolverare È morto Cattelan! Evviva Cattelan!, un
film del 2006 di Marco Penso, per intavolare una discussione su Il sistema
dell’arte come opera d’arte
, nell’ambito del ciclo di incontri Arte di sera. Un
documentario immaginifico che – come si legge nella presentazione – “parte da
una provocazione, da una manipolazione della realtà: i telegiornali danno la
notizia della morte dell’artista italiano fra i più discussi nel mondo. Avvolta
nel mistero, la vera morte di Cattelan è l’occasione per costruire
un’inchiesta, ricognizione divertita ed esaustiva al tempo stesso, lanciata
sulle tracce di un personaggio controverso ed inafferrabile: dall’infanzia
nella provincia veneta, ai primi successi ottenuti a New York, dalle diatribe
critiche sulle sue opere, ai trionfi ottenuti a Milano e a Berlino
”.


Venerdì 10 dicembre 2010 – ore 20.00

Lungomare Trieste, 13 – Salerno

info@fondazionefilibertomenna.it

[exibart]

5 Commenti

  1. ma con tutti i soldi che ha non potrebbe aprirsi una galleria sua seria dove fa ed espone quello che vuole? tipo ste maschere abominevoli? o magari un profumo col suo naso stampato sopra? gli avanzi delle dita tagliate dallo scopiazzadito? io lo avrei già fatto da anni invece di scopiazzare tristemente ditI e gente varia in croce .

  2. A voi tutti che dibattete convulsi questa citazione calmante: «Il nuovo è uno di questi veleni eccitanti che finiscono con il risultare più necessari di ogni nutrimento; una volta che ci padroneggiano, bisogna sempre aumentare la dose e renderla mortale. È strano che ci si attacchi in questo modo alla parte più deperibile delle cose, che è proprio la loro qualità di esser nuove. Voi non sapete allora che alle idee più innovatrici bisogna dare una certa aria di nobiltà, priva di fretta, piuttosto matura; tali idee devono apparire non insolite bensì in circolazione da secoli; e non fatte e trovate stamattina, ma soltanto dimenticate e ritrovate. Il gusto esclusivo della novità segnala una degenerazione dello spirito critico, dal momento che nulla è più facile dello giudicare la novità di un’opera». E’ Paul Valéry che ammonisce con la sua intelligenza acutissima, e traggo la citazione da un blog che voglio nominare perché l’ho già saccheggiato altre volte: Almanacco romano.

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